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HYPERREALISTIC

3.35 6.7

Sfornare dischi uno dopo l’altro è sempre rischioso. L’azzardo più grosso è quello di essere ripetitivi, di non riuscire a rinnovarsi e di riproporre un qualcosa di già sentito. Ecco questo non è il caso di Cosmic Falls, ovvero Alberto Melloni, che con il suo nuovo lavoro è riuscito ancora una volta a proporre sonorità per niente scontate.

Hyperrealistic, questo il nome del disco, è un grande crescendo di scariche elettroniche che tengono l’ascoltatore in uno stato di costante trance, distaccato dal mondo esterno e guidato attraverso luoghi che prendono forma grazie alle sonorità sintetizzate dalla mano esperta di Alberto.

Numerosi sono i passaggi e cambi di percorso che Cosmic Falls riesce a creare, si parte con sonorità quasi chill out, vedi l’opening track Kali che, grazie alle sue tonalità morbide e rilassanti, potrebbe benissimo finire in una delle Buddha Bar Compilation. Proseguendo nell’ascolto e quindi nel viaggio, si incontrano pezzi ipnotici e martellanti come la magnifica Hyperrealistic che, in alcuni passaggi, ricorda i Moderat di A New Error

L’ascolto prosegue attraverso brani che, grazie al loro incedere mai banale, mantengono l’attenzione di chi ascolta sempre alta, ricordando sonorità che spaziano dall’elettronica stile Vitalic e certe volte un po’ troppo dance, per poi toccare punte di dream pop, come nella bellissima e conclusiva Reflection.

Cosmic Falls ha dato prova ancora una volta di essere un compositore maturo e talentuoso, capace di saper rinnovarsi e di stare al passo con i tempi; anzi, capace di saper anticipare l’evoluzione musicale che, come ben si sa, è in continuo mutamento.

 

 

Mario

Laureato in economia, ma ciò che amo veramente è la musica e provo anche a scriverci qualcosa. “A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie“ Follow @guerci_mario

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