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Lesbianitj

3.85 7.7

Ok, ci provo pure io a scrivere sui POP PER e la loro affascinante follia.

Cercare di dare un giudizio critico e oggettivo al folle / geniale progetto dei Pop X sarebbe un’inutile perdita di tempo. Il pubblico intorno a Davide Panizza è, e rimarrà sempre diviso tra chi lo ritiene un genio assoluto e precursore del pop futuro e chi, invece, lo ritiene un inutile demente.

Spesso e volentieri genio e follia vanno a braccetto.

Ho provato ad ascoltare Lesbianitj cercando di non pendere da nessuna delle due parti, in modo imparziale, per cercare di capirci qualcosa, ma forse il vero punto è che non c’è nulla da capire. Credo che la chiave sia quella di non cercare di capire qualcosa che è stato fatto per non essere capito. Quindi, se si ascolta Lesbianitj con questa chiave di lettura, ti si apre un mondo: spegnere il cervello per circa 40 minuti e farsi una centrifuga di LO-FI ad 8BIT di  electro pop / euro dance sperimentale.

Sta di fatto che Davida Panizza rimarrà comunque e sempre un colione (semicit.) per molti ed un profeta per altri.

Una cosa è certa: non si può negare però la sua grande capacità di creare brani che sono l’apoteosi del Pop; Mister V e Secchio sono canzoni che nella loro estrema incomprensibilità portano con sé il dono di essere universalmente accessibili e superlativamente orecchiabili, riescono ad entrarti dentro, a penetrarti. Quelle frasi, al limite dell’assurdo, diventano il tuo pane quotidiano, rendendoti inconsapevolmente parte di questa enorme ed ipnotica follia.  Ma Lesbianitj non è solo questo; è presente anche un uso del lessico che, trascendendo il significato, è a dir poco pazzesco vedi DensSanatrix: panatorio tutti qua / parlosello e trallallà / su le mani come i piccioni / stringi forte i tuoi pantaloni / sanatrix inveneturix / dammi da bere una carota mix” (non sono manco sicuro di alcune parole). Vengono mischiate frasi di magnifica poetica con altre di una perversione inquietante. In Secchio si raggiunge il picco massimo nel ritornello mi sorridi sei una vacca che fa muu muu”che dire?

Se si prosegue nell’ascolto ci sono ostacoli non poco facili da sormontare, uno su tutti: Pubblicità. Però anche qui il confine tra l’idiozia estrema e l’arguta ironia/comicità è sottilissimo:  fratello vieni con me ti sfondo una ciabatta nella testa, ti prendo la cacca te la spando sulla faccia”.

Sesso, no-sense, perversione, ritmi da matrimonio indiano misti a musiche balcaniche, frasi al contrario e distorte, la parola frocio ripetuta all’infinito, un lontano ricordo di Magic Voice; tutto questo è Pop X. Il lavoro di Davide e co. è un grande inno al trash, agli emarginati, agli ultimi, al disagio, allo squallore italiano, e per questo non può essere sottovalutato e categorizzato come spazzatura.

Se si riesce ad accogliere il progetto di Davide e seguaci per quello che è, con la giusta ironia ma anche con un pizzico di serietà ne rimarrete completamente incantati, altrimenti nessuno vi obbliga a schifarlo.  

Non vi piace? Non ascoltatelo. Vi piace? Alzate il volume.

Perché come diceva qualcuno:

“Meglio essere considerati folli oggi, che razionali domani.”

 

 

Mario

Laureato in economia, ma ciò che amo veramente è la musica e provo anche a scriverci qualcosa. “A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie“ Follow @guerci_mario

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