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L’ULTIMO DISCO DEI TOOL E’ PIÙ POP DI TAYLOR SWIFT!?

3.75 7.5

Indubbiamente l’album di agosto, anche visti i 13 anni di attesa, è stato “Fear inoculum” dei Tool. Il conto alla rovescia si era trasformato in uno spasmodico susseguirsi di voci di corridoio (un corridoio bello lungo..!) e di spoiler che spesso si smentivano a vicenda: “Useranno una nota sola, che ascoltata sott’acqua assumerà un tono ovattato…”, “Canteranno una parola in inglese e una in latino!”, “L’album durerà due anni!”… Qualche apparizione nei grandi festival estivi, due note qua e tre là ed ecco ardere di un desiderio incontenibile e contagioso giornalisti e fan. Morale della favola? Appena uscito l’album ne hanno parlato TUTTI. Ascoltare “Fear inoculum” è stato come avvistare terra dopo un lungo naufragio o una bella “galleria” in tempo di carestia. Comprare l’album è diventato quasi d’obbligo: se ami la musica allora questo è il disco che fa per te!
Morale della morale? I Tool hanno battuto in classifica nientepopodimenochè la premiatissima Taylor Swift (the top of the pops)!!!

Ora la domanda sorge spontanea: l’album giustifica tutto questo?
Procediamo con ordine. Il disco è bello ma difficile da ascoltare: è progressive rock con inserti tribali ed esplosioni metal (purtroppo rare), il che significa che le canzoni durano in media 10 minuti e sono costruite per essere complicate. Si tratta di lenti crescendo cadenzati e inesorabili. Entusiasmanti al primo ascolto, ma non tanto da risvegliare il desiderio di un bis immediato: vanno metabolizzate. Tra una suite e l’altra vi sono poi degli intermezzi inascoltabili, che altro non sono che dei divertissement sonori, come dei giochi matematici a colpi di echi e riverberi, che esalteranno una cerchia strettissima di pazzoidi, ma che verranno skippati dai più (me compreso).

Quindi: l’album è quanto di meno radiofonico ci sia al momento in circolazione, è difficile e a tratti cervellotico, pur contenendo -ripeto- delle canzoni pazzesche, come la title-track, ad esempio, “Pneuma” o “7empest“.
È possibile che tutto questo successo commerciale (che altri loro grandissimi lavori non ottennero) sia una bolla creata dai media, sempre alla ricerca dell'”evento dell’anno“? Solo il tempo ce lo dirà: magari il vento sta davvero cambiando…

Brian

Amo mangiare, bere, dormire e... Cosa mi distingue da un grosso orso? Pochi peli e l'amore per la musica. Genere preferito? Femminile, naturalmente! PS: sono marito, padre e professore, ma questa è un'altra storia...

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