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MEDDLE

5 10

Una persona normale se legge Pink Floyd le prime cose che pensa sono: “The Wall”, “The Dark Side” e ” Wish You Were Here”. Certo, comprensibilissimo. È per questo che voglio tirar fuori dal dimenticatoio questo capolavoro meno conosciuto ma, al cui interno, ci sono due gioielli: la rombante “ One Of These Days” e l’epica “Echoes”. Andiamo con ordine! Siamo agli inizi degli anni ‘70, la band è in una fase di pura sperimentazione, nel senso che dopo il periodo psichedelico spaziale degli ultimi album, il gruppo decide di inoltrarsi in un genere di rock più maturo e costruito. È su questa linea che nasce Meddle, uscito appena un anno dopo Atom Heart Mother, album che senza dubbio presenta affinità con il suo successore;contengono entrambi pezzi che alternano il melodico a veri e propri passaggi visionari accompagnati dalla chitarra distorta di Gilmour.

David Gilmour

Era l’inizio del 1971 e la band aveva deciso di concentrare tutta l’attenzione verso un nuovo album , che iniziarono con la EMI nel Gennaio del 1971. Le tracce vengono registrate a più riprese fino ad Agosto e l’album fu pubblicato negli Stati Uniti il 30 Ottobre 1971 e in Gran Bretagna il 5 Novembre dello stesso anno. Entriamo nel particolare. Il disco è composto da sei tracce, cinque nel primo lato e l’eterna “Echoes” sistemata da sola sul secondo. Meddle si apre con “One Of These Days”, una cavalcata sonora scandita dal basso martellante di Roger. Il suono di questo basso è molto particolare in quanto ottenuto facendo passare l’uscita del suo strumento attraverso un Binson Echorec.

La parte dei bassi è stata suonata all’unisono da Roger e David, e dopo un crescendo di tre minuti alternato da vento ed echi si arriva alla parte centrale dove si sente urlare l’unica frase della canzone, ovvero: “One of these days I’m going to cut you into little pieces”. Dopo la frase vi è una vera e propria esplosione musicale capace di scuoterti fin dentro le ossa. Infatti al basso si aggiungono steel guitar, organo e batteria. La frase urlata da Mason è rivolta ad un disc jockey della BBC poco simpatico al gruppo. La parte centrale dell’album è occupata da quattro tracce molto melodiche e rilassanti. Abbiamo “A Pillow Of Winds”, canzone dal ritmo lento accompagnato dall’acustica di Gilmour; più voci quasi sussurrano descrivendo in modo poetico il momento in cui ci si addormenta di fianco al proprio amore: lei respira piano e la candela muore. “Fearless”, “San Tropez” e “Seamus” sono canzoni molto semplici. A mio parere la bellezza sta proprio nella loro semplicità in quanto descrivono momenti di vita che la band conduceva in quel periodo, senza ricerca di cose particolari, ma cercando di riportare la realtà che avevano davanti, le loro passioni. Infatti “Fearless” richiama la passione per il calcio che Gilmour, grande tifoso del Liverpool, aveva. La canzone si conclude con il coro dei Liverpool’s Kop che cantava “You’ll Never Walk Alone”. “San Tropez” parla della vacanza fatta l’estate precedente nel sud della Francia; ed infine “Seamus” è una canzoncina scherzosa che parla di un cane che la band aveva istruito ad abbaiare tutte le volte che veniva suonata della musica.

pink-floyd-meddle

 

Ora ci siamo: “Echoes”. Tutto è partito da una nota di piano che Rick è riuscito a modificare rendendola simile ad un sonar, questa nota combinata ad un malinconico fraseggio di chitarra di David ha dato il via al capolavoro. Non è per niente facile descrivere “Echoes”, dal punto di vista tecnico risulta una vera e propria sperimentazione. Infatti i quattro artisti hanno messo insieme diverse parti suonate singolarmente; la prima cosa che colpisce l’ascoltatore è la quantità di suoni strani presenti nella canzone, come il sonar, il vento ed i gabbiani che dominano la parte centrale. Il testo della canzone richiama situazioni e visioni epiche ed oniriche, paesaggi mitici e abissali. In tutta sincerità non penso ci sia un’interpretazione oggettiva di questa canzone, penso che l’unione che nasce dalla melodia e dalla poetica del testo possa permettere a tutti di fantasticare e lasciarsi trasportare per ventitré minuti. La ciclicità della canzone è evidente, vi è una parte iniziale molto melodica, uno stacco centrale di pura sperimentazione, ed infine la ripresa del tema iniziale. Il suono della chitarra a metà di “Echoes” fu creato in modo casuale da David invertendo i cavi di entrata ed uscita di un pedale wah wah. Mi colpisce cosa dice Mason in un’intervista, riguardo al fatto che spesso grandi effetti vengono inventati trovando quel che non stai cercando, ma sono frutto di imprevisti non decisi da te.

La bellezza di Meddle come ho già sottolineato sta nella sua semplicità e immediatezza di contenuti. Penso che questa serenità scaturisca dal fatto che quel periodo è stato uno dei più sereni della band, i quattro membri non hanno lavorato singolarmente come era successo in precedenza, ma l’album è stato creato da tutti.

 

 

Mario

Laureato in economia, ma ciò che amo veramente è la musica e provo anche a scriverci qualcosa. “A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie“ Follow @guerci_mario

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