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POLAROID

4.1 8.2

“Tutto mi dà ispirazione… Tutto ciò che accade nella vita”

(Amy Winehouse)

Credo che questa semplice ma al contempo profondissima frase rappresenti perfettamente ciò che è stato alla base e ha accompagnato Carlo Coraggio e Franco Bertollini verso la creazione di quello che, non ho paura a dirlo, sarà uno dei fenomeni musicali più interessanti di questo 2017, e non solo.

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La Vita e la conseguente ispirazione. 

Polaroid non è altro che un racconto di ciò che due semplici trasteverini, Carl Brave & Franco 126, hanno vissuto e sperimentato (e sta ancora accadendo) in un particolare periodo della loro vita. I due, in compagnia della Love Gang 126 (i vari e leggendari Pretty Solero, Ketama 126, Ugo Borghetti and Co.), si fanno ispirare da quello che di quotidiano gli accade e lo comunicano tramite la musica. Non sono fatti eccezionali, non sono grandi storie da cantautorato italiano d’altri tempi, non c’è nulla di poeticamente sopraffino ed eclatante; ma semplici avvenimenti quotidiani: amori, delusioni, amici andati, serate passate al bar, corse in motorino e tanto altro. Tutto sempre condito con un pizzico di malinconia/nostalgia.

Dove c’è scritto che la quotidianità non può essere poetica?

Anzi, credo che sia proprio questa la grande forza della nuova musica italiana (giuro che non lo dico mai più): raccontare cose semplici ma vere, dove tutti ci si possono ritrovare.

“Lei, ai suoi piedi Jeffrey Campbell
T’ho cancellata dai social, in mano una boccia
Sta vita m’incoccia
Su un cinquantino vado in fretta
Stacco un casco a caso a un sottosella a via Libetta”

Ma torniamo ai nostri amici di Roma.

Polaroid non è un semplice disco, ma un percorso iniziato a fine 2016, a cui tutti abbiamo partecipato. I due iniziano pubblicando video sul canale youtube Soldy Music, rendendo così l’ascoltatore partecipe e coinvolto; sempre in attesa dell’uscita del nuovo brano (giuro mai visti in loop così tanti video su youtube in vita mia). “Polaroid non è un vero e proprio disco, sono dieci canzoni che rappresentano altrettanti rullini della Polaroid.” Ma non si deve pensare che il disco abbia in qualche modo snaturato il fascino delle polaroid, questo non è altro che un contenitore, la sostanza è rimasta esattamente quella autentica e un po’ amarcord dei video di youtube.

I testi, apparentemente slegati, sono una sequenza di fotografie, di frame della vita (in questo caso romana) dove l’ascoltatore viene coinvolto/travolto dentro un mood ipnotico. L’empatia è immediata e funziona alla grande. Insomma, tutto materiale dove gli ultimi dei romantici possono sguazzarci. Queste immagini, slegate l’una dall’altra, sono accomunate solamente dal contesto cittadino, cioè lo sfondo che le contiene tutte: sarà l’ascoltatore, poi, a dover completare le varie canzoni, ricamandoci sopra e innestandovi il suo vissuto personale”.

L’altro fattore decisivo e rivoluzionario è quello prettamente musicale. 

Le basi che compongono Polaroid sono si rap, ma un rap quasi popular (pop) che, anche chi come me, non ama il genere, non può non rimanerne affascinato. Le musicalità del duo romano si distaccano molto dai canoni del genere in senso stretto; rimane una base beating, arricchita però da romantici passaggi acustici, fiati e corde che rendono le melodie lontanamente anni ’80 e quindi accessibili a tutti. Leggo in un’intervista: In macchina stiamo con Venditti, Tiromancino, Califano che è proprio culto“. E come se con Polaroid 3 binari separati, ovvero l’indie pop, la trap e il “rap classico”, si fossero congiunti, abbattendo definitivamente le barriere dei generi musicali.

“Calcutta che tiene per mano Contessa che spinge Dalla che fa l’occhiolino a Venditti che saluta in lontananza Tedua e Rkomi; ma nessuno di questi dimentica Neffa e DJ Gruff”

Concludo: Polaroid è un qualcosa di molto molto bello e fuori dal comune; si è vero, è già diventato maistream (per fortuna dico io) nell’ambiente e, parlandone con amici, ho notato quanto questo faccia storcere il naso. Ma se lo si ascolta con cuore aperto e sincero, senza pregiudizi di alcunché, non è possibile non rimanerne incantati.

Le 10 fotografie di Carl e Franco sono fatte per gente semplice, romantica e nostalgica. Se siete almeno una di queste cose, amici miei, Polaroid vi fotterà il cervello.

“Lei scorre con le dita sul touch screen
sorseggiando uno spritz risponde a monosillabi
tra una settimana parte per Madrid
io lo sapevo finiva così…”

Scelte da noi per voi: TUTTE (ma Pellaria un po’ di più).

 

 

Mario

Laureato in economia, ma ciò che amo veramente è la musica e provo anche a scriverci qualcosa. “A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie“ Follow @guerci_mario

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