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UN LUOGO SICURO

3.35 6.7

Bisogna essere onesti. Io L’ORSO non l’avevo mai ascoltato prima d’ora ed anzi un po’ snobbato considerandolo come l’ennesimo progetto indie italiano. Ecco se dovevo scegliere qualcosa da non ascoltare, sceglievo L’ORSO.

Poi qualche giorno fa mi è stato chiesto di ascoltarlo e scriverci qualcosa, un po’ per doverismo personale e un po’ perché non capita quasi mai di avere un album gratis, l’ho fatto. Dovevo fare un viaggio in macchina di circa 60 min, quale occasione migliore per ascoltare della musica, quindi ho collegato l’iPod all’autoradio e via.

Un Luogo Sicuro” mi è piaciuto tanto, dall’inizio alla fine. L’album lo si divora, parla di situazioni personali ma che facilmente l’ascoltatore riesce a fare proprie, anzi ci si ritrova tanto in quello che Mattia Barro canta.

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L’album è prodotto da Marco “Cosmo” Bianchi (Cosmo/Drink To Me) e Mattia Barro ed è distribuito da Garrincha Dischi, forte e vera etichetta indipendente che vanta tra gli altri gruppi nomi come Lo Stato Sociale e L’Officina della Camomilla.

La prima cosa che si nota di questo nuovo lavoro è la diversità di generi musicali messi assieme: c’è l’elettronica, l’acustica, campionamenti, strofe in lingua inglese e parti rappate. Da questo punto di vista l’album è veramente piacevole, nessuna delle 9 tracce stufa, anzi, una diversa dall’altra hanno qualcosa da dire. Anche gli ospiti fanno confluire esperienze e sonorità differenti: Michael Liot dei francesi We Were Evergreen (Island Records/Universal) porta questo dualismo sul piano linguistico con un utilizzo contestualizzato della lingua inglese, Dj Dust, dj e beatmaker già collaboratore di Mecna, mette in relazione due mondi musicali differenti.

“Un luogo sicuro” è un disco scandito da tre momenti, tre luoghi che dipingono il tema portante di tutto il progetto, la ricerca del luogo sicuro: una ricerca che diventa un eterno ritorno verso se stessi, in un vagare infinito che riporta sempre a casa.

Nella opening track, “Apri gli occhi, siamo nello spazio (luogo n.1)” si parla di un luogo nuovo da arredare ad “altrove”. Ma questo luogo non è bastato. Si passa poi al luogo numero 2: “Io credo in te, la tua magia è vera” dove si racconta di aver salutato gli amici ed essere partiti, perché non c’era più spazio per amare. Ma anche in questo caso non è bastato il partire ed il cambiare “aria”.

Non penso mai” è il primo e fortunatissimo singolo estratto dal nuovo album, un brano formato da estremi che si attraggano: gli strumenti elettronici si affiancano a quelli acustici, il rap che abbraccia la melodia, un pensiero che più vuoi scacciare e più ti si appiccica addosso. Il video, firmato Martina Pastori, è un piccolo capolavoro. Vengono coinvolti proprio due protagonisti agli antipodi che si lasciano travolgere da una centrifuga di eventi, pensieri, desideri. Mai luogo fu più azzeccato: una fatiscente sala d’attesa di una lavanderia a gettoni.

Proseguendo nell’ascolto si arriva all’ipnotica “Un pomeriggio” dove la presenza de I Tropicalisti (storica “crew” di amici di Mattia a Ivrea) evidenzia ancora una volta l’importanza di avere un luogo sicuro dove tornare, in una gigantesca dimostrazione d’affetto verso la città di origine de L’ORSO. Da sottolineare il calando puramente strumentale che chiude la canzone, qui una miscela di beat, synth e campionamenti trasportano l’ascoltatore verso paesaggi tribali/elettronici.

Il tema del partire, il lasciarsi alle spalle qualcuno, andare via e sparire. Staccarsi dagli amici di sempre nella speranza di compiersi altrove. Sempre, disperatamente, alla ricerca di qualcosa. Si arriva così al luogo n.3 dove la struggente “Chiudi gli occhi siamo a casa” riporta l’ascoltatore alle proprie origini. Perché, nonostante tutto, quale luogo è più sicuro della propria casa?

Canzoni consigliate: Non penso mai, Un pomeriggio, Chiudi gli occhi siamo a casa (luogo n.3)

Mario

Laureato in economia, ma ciò che amo veramente è la musica e provo anche a scriverci qualcosa. “A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie“ Follow @guerci_mario

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