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3 APRILE 1964

Bob Dylan entra per la prima volta nella UK singles chart con “The Times They Are A-changin’”.

Una delle canzoni che per prima mi fece avvicinare all’Ebreo errante, parla di un cambiamento imminente, radicale, cui tutti, dal politico allo scrittore, dalla madre al padre, devono stare davanti, accettarlo, oppure “affondare come una pietra”. Forse una delle canzoni più adatte al periodo che stiamo vivendo.

album-the-times-they-are-a-changin

Nel 1985 Dylan commentò la sua canzone dicendo: “Questa è una canzone con uno scopo. Volevo scrivere un inno, qualcosa che raccontasse davvero quello che stava succedendo, con versi brevi e chiari, che si sommassero uno all’altro in maniera ipnotica”.

Un’ultima curiosità: molti critici hanno collegato l’ultima strofa con i versi del vangelo di Marco 10:31 “E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi”.

Bellissima a mio parere la versione registrata dai Flogging Molly, Celtic Punk band americana,  per l’album benefico “Chimes of Freedom: The Songs of Bob Dylan Honoring 50 Years of Amnesty International”:

Andrea

Appassionato di ogni genere di musica fin da giovane età, una delle poche cose senza cui mi è impossibile vivere. Una strada contorta e svariata, partendo dal punk rock, passando per il rock classico, blues, jazz e indie. Un'unica certezza: "Abbiate una fiducia di ferro in voi stessi, ma dubitate sempre: vi tiene svegli e all’erta. Pensate sempre di essere i figli di puttana più fichi della città, e pensate sempre che fate schifo!"

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