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ALive - "Brani in Carne ed Ossa" - parte 1

ALive – “Brani in Carne ed Ossa” –

Prologo:

Non so voi, ma io ho sempre sostenuto la tesi che una canzone dal vivo è ancora più vera. Una canzone dal vivo è ancora più vera perchè è “in carne ed ossa”, perchè effettivamente c’è una persona che la canta, e magari la trasforma, la riarrangia come meglio crede in base al suo stato d’animo, in base al posto in cui è, la nazione, il periodo storico in cui la canta; insomma: improvvisa. E improvvisando viene fuori quello che lui è realmente, perchè non premeditato.

Live

Poi c’è il contatto reale con le altre persone, con il pubblico, che diventa parte integrante di quel momento, è proprio lì che si viene a colmare il distacco naturale che c’è tra chi fa musica e chi ascolta musica.

E così, spinto da questo grande interesse per le esecuzioni LIVE, iniziai a cercare le più belle (ovviamente a mio parere) canzoni dal vivo. Belle per vari motivi: per come cantate, per il luogo dove eseguite, per gli ospiti che vi erano presenti…ecc. Insomma una ricerca non ancora conclusa, ma credo di avere sondato parecchio. Non sono in ordine di bellezza, ma così, come mi sovvengono alla mente.

People Get Ready (Rod Stewart Live At Copacabana Beach 1994).Rod-Stewart-by-Joe-Walles

Brano del leggendario Curtis Mayfield (Impressions 1965). Rivisitato nella notte di capodanno del 1985, sulla spiaggia di Copacabana, dalla voce roca più incredibile di tutti i tempi: Rod Stewart. Quanta gente c’era a questo evento? Oltre 3,5 milioni di spettatori, per quello che diventò il concerto più grande della storia. (Vi chiedo scusa del link a youtube non incorporato ma l’infamone che l’ha messo in rete non l’ha reso condivisibile).

Sympathy For The Devil (The Rolling Stones live at the Trans World Dome, St Louis, Missouri, 1997).

Le versioni live di questo brano sono innumerevoli. Perchè questa? Ebbene l’entrata in scena di Mick Jagger è una roba da matti. Il suo vestito è roba da matti, le sue movenze sono roba da matti; insomma un Jagger in questa forma è tutto da gustare.

Sussudio (Phil Collins Live Finally…The First Farewell Tour – Paris – 2004).

Fiati, percussioni, afro che danzano, luci e colori. Esecuzione dal vivo bellissima anche per la qualità del suono. La conclusione è magnifica, Phil Collins cede il microfono ai fortunati in transenna che possono gridare quelle parole magiche. “Su-Su-Sussudio”. 

Thunderstruck ( Ac/Dc live at Castle Donington Park 17/8/91).

Ac Dc Donington

La cosa che mi impressiona di questo live è il momento in cui Angus fa il suo ingesso sul palco e vede quella distesa infinita di persone (notate bene che non si vede la fine). Ecco io ho sempre pensato: ora sviene, come fai a stare davanti a così tanta gente? Invece lui alza quel braccio in segno di onnipotenza e attacca con Thunderstruck. E amici miei qui siamo veramente ad alti livelli.

Going Home – Theme From Local Hero – (Dire Straits – Alchemy: Dire Straits Live – Hammersmith Odeon London 1983).

Alchemy è una vera è propria opera d’arte (dovrebbero nominarlo patrimonio dell’UNESCO), fu dato alle stampe senza ritocchi in studio né sovraincisioni di alcun genere, in modo tale da salvaguardare la naturalezza della registrazione. Il brano è tratto dal live all’Hammersmith Odeon di Londra, luogo divenuto tempio sacro della musica per aver ospitato i più grandi artisti dei nostri tempi. Going Home è un brano decisamente forte a livello emotivo, tanto che lo stesso Knopfler nell’eseguirlo si interrompe per qualche secondo e, portandosi la mano al viso, imita una lacrima che gli scende dall’occhio.

I Still Haven’t Found What I’m Looking For (U2 feat Hugh Masekela, Live from FNB Stadium, Johannesburg, South Africa 2011).

U2

Ok, questa canzone non ha bisogno di presentazioni. Qui vi propongo una versione da pelle d’oca presa dal “tour U2360°”. 2 questioni:

1- La voce del pubblico ad inizio canzone, non è il solito rispondere al cantante da popolo bue, qui il pubblico si impone con una potenza mai vista.

2- Hugh Masekela, virtuoso trombettista sudafricano. La sua presenza e l’emozionante solo di fiato sul finale della canzone rendono ancor più unica questa versione.

In Your Eyes (Peter Gabriel, Secret World Live Tour Palasport Nuovo, Modena, Italy 1993).

Da quando l’ascolto l’ho sempre approciata dividendola in tre parti:

1- Nel primo pezzo è stupenda la voce della vocalist (Paula Cole) e del nero che suona quell’assurdo violino “elettrico” e che ripete in tono quasi “gutturale”: . Il tutto è accompagnato da delle musicalità e movenze spettacolari, quasi tribali.

2- La seconda parte inizia al minuto 6.45 quando Paula Cole scatena la sua potenza e bellezza vocale, sembra che tutto possa finire ora; la canzone ha già regalato tanto, ma non è così. Dopo il duetto vocale tra Peter e Paula attacca Papa Wemba che con la sua voce stridula congolese, riesce ancora a farmi emozionare.

3- Ok, ora la musica cala; Tutto finito?! No! Peter Gabriel dopo aver saltellato con il congolese, chiama a gran voce Jean-Claude, tastierista pazzo che si rimette a suonare un breve pezzo che dà l’intro al gran finale; dove musica, strumenti, musicisti e spettatori diventano un tutt’uno, un qualcosa di vivo e carnale.

Irreplaceable (Beyonce, Staples Center Los Angeles, 2007).Beyoncé

Ecco qui siamo veramente di fronte a qualcosa di unico ed eccezionale, il distacco tra chi sta sul palco e chi sta sotto il palco viene disintegrato da un qualcosa di quasi surreale; Beyoncé è in grado di coinvolgere a livello emotivo i suoi spettatori, li chiede di darle un mano a cantare, li incita, e questi in risposta cantano a squarciagola la sua canzone per quasi tre minuti.

Beh, poi che dire, lei è devastante da tutti i punti di vista; veramente non sembra reale in quest’esecuzione.

Gustatevela ben bene:

Saluti!

Mario

 

 

 

 

 

Mario

Laureato in economia, ma ciò che amo veramente è la musica e provo anche a scriverci qualcosa. “A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie“ Follow @guerci_mario

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