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“AVALON” – The White Buffalo (2017)

Scrivere per www.intheflesh.it mi costringe a tenere gli occhi (e le orecchie) aperti. Auto-impormi almeno un articolo al mese significa obbligarmi a cercare ogni giorno qualcosa di interessante da ascoltare, per me innanzitutto.

E devo dire che la più bella scoperta di questo luglio, per me, sono stati The White Buffalo

Non che prima non li avessi in mente: distrattamente avevo ascoltato qualche loro pezzo, soprattutto quelli usati per le colonne sonore di “Sons of anachy” e “The punisher” (altri loro brani molto suggestivi sono comparsi in “Californication” e nel documentario “Shelter”, sul surf); eppure non mi avevano mai emozionato: li trovavo semplicemente un ibrido prevedibile a cavallo tra Pearl Jam e Black Label Society.

L’evento che però mi ha spinto a riconsiderarli è stato il loro concerto al Carroponte e le reazioni entusiaste di tanti amici che stimo.

Effettivamente non mi ero mai reso conto di quanta tradizione folk fosse permeata nelle ossa del cantante e frontman Jake Smith (“House of rising Sun” ne è un esempio lampante), tanto da essere quasi più convincente in veste di cantautore, piuttosto che nei panni della rock star.

Non mi ero reso conto di quanto loro siano, davvero, l’ultimo frutto di una pianta genuina, dalle radici profonde,  eppure aggressivi e potenti, punk nell’indole, e quindi “di rottura” (anche se questa, più che nelle melodie, la si può ravvisare soprattutto nell’atteggiamento on-stage).

Nei loro testi vediamo sfilare banditi e fuorilegge, terre di confine, infinite strade polverose e parecchio wiskey: è un’America selvaggia e ruvida quella che canta questo gruppo dal nome estremamente evocativo.

E un bufalo bianco sembra anche il cantante (che peserà almeno 200 chili), che con il video di “Avalon” -l’ultimo loro singolo tratto dall’album “Darkest Darks, Lightest Lights” del 2017- si è conquistato tutta la mia simpatia mostrando il suo lato più grezzo e sguaiato.

 

La canzone non è particolarmente originale, ma è incredibilmente efficace anche perché, lo sport insegna, spesso le partite le vince chi fa talmente bene le cose semplici da farle apparire facili.

Il testo poi è davvero potente: in ogni strofa viene dipinto un uomo allo sbando, ma non disperato: “And he hopes today he’ll swim his way to Avalon / He’s not all the way down”. Umanità al limite, eppure piene di desiderio, di voglia di non arrendersi, nonostante la vita li abbia ridotti davvero male…

TESTO

Billy wasn’t sober
He got pulled over in China Town
Liquor on his breath
Stuffs a pistol in the cushion
Rolls the window down
Oh well, his heart it races like hundred yard dash
Stone cold on his face
He’s been since then been reluctant on his way

Billy wasn’t sober
He was hungover
It was 10 am
Another day of work
Clutching the pillow like his only friend\
Oh, well, he’s past his prime
He a dinosaur
Steadfast in his ways
Wasted his left but he still has cards to play

And he hopes today he’ll swim his way to Avalon
He’s not all the way down

Billy’s getting older
The chip on his shoulders getting heavier
Weight of the world
Spins and obscures into oblivion
This ain’t living as we rather die
There must be another way
Under his breath he says
Things got to change

And he hopes today he’ll swim his way to Avalon
He’s not all the way down
And he hopes today he’ll swim his way to Avalon
He’s not all the way down

Searching but he got no soul
Wishing he could flip a switch
Turn his life around and face the fact
That life’s a bitch

And he hopes today he’ll swim his way to Avalon
He’s not all the way down
And he hopes today he’ll swim his way to Avalon
He’s not all the way down
And he hopes today he’ll swim his way to Avalon
He’s not all the way down

Brian

Amo mangiare, bere, dormire e... Cosa mi distingue da un grosso orso? Pochi peli e l'amore per la musica. Genere preferito? Femminile, naturalmente! PS: sono marito, padre e professore, ma questa è un'altra storia...

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