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Ciò che BOB DYLAN scrisse di ROY ORBISON

Oggi Roy Orbison avrebbe compiuto 83 anni. Vogliamo rendergli omaggio attraverso le parole di un suo illustre collega e premio Nobel per la letteratura, dato che per chiunque sarebbe difficile definire la sua grandezza (figlia anche di una vita di dolori e lutti strazianti, che resero profonda la sua splendida voce).

Orbison andava al di là di tutti i generi, folk, country, rock and roll o qualunque altra cosa. Mescolava tutti gli stili, compresi quelli che non erano ancora stati inventati. In un verso cantava veramente da cattivo, in quello dopo se ne usciva con un falsetto alla Frankie Valli. Con Roy non si sapeva mai se stavi ascoltando del mariachi o un’opera lirica. Teneva sulle spine. La sua era un’offerta di grasso e sangue. Sembrava che cantasse dalla cima del monte Olimpo ed era meglio starlo a sentire perché diceva sul serio. […] Adesso cantava con un’estensione di tre o quattro ottave, roba da farti spingere la macchina giù per la scarpata e non pensarci più. Cantava come un professionista del crimine. Di solito cominciava su un registro basso, appena udibile. Per un po’ ci rimaneva, poi cominciava con i suoi stupefacenti istrionismi. La sua voce avrebbe dato la scossa a un cadavere. Si finiva con il mormorare a se stessi: “Non ci posso credere”. Le sue canzoni passavano dalla tonalità maggiore alla minore senza alcuna logica. Orbison era terribilmente serio, non c’era niente di adolescenziale in quello che faceva. Alla radio non c’era nessuno come lui. Io ascoltavo e aspettavo un’altra canzone, ma a paragone di Roy il resto dei programmi veniva dritto dalle terre della noia, roba flaccida, senza spina dorsale, fatta per chi non aveva un cervello.
(BOB DYLAN, “Chronicles – Volume 1”)

Le canzoni di cui Dylan parla sono queste due, ma le sue parole possono valere per tutta la produzione di Orbison, perché quest’ultimo, negli anni, non perse certo il suo talento…

Buon ascolto!

Brian

Amo mangiare, bere, dormire e... Cosa mi distingue da un grosso orso? Pochi peli e l'amore per la musica. Genere preferito? Femminile, naturalmente! PS: sono marito, padre e professore, ma questa è un'altra storia...

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