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Twin Peaks - Chromatics - Musica

La terza stagione di TWIN PEAKS e la MUSICA

Una delle cose che più ha colpito noi fanatici musicali della terza attesissima stagione di Twin Peaks, è stata la scelta di chiudere ogni puntata (fino ad ora più o meno) con una canzone diversa, questa eseguita in un “finto concerto” nella sala del Bang Bang Bar.

(In realtà poi, proseguendo nella serie, abbiamo visto come i brani siano diventati parte integrante e fondamentale e non solo inseriti in funzione di “chiusura” ai singoli episodi).

Ocio che forse qualche SPOILER C’È

Bang Bang Bar - Twin Peaks

Qui, in un’atmosfera più romantica e malinconica che mai, David Lynch sceglie di far esibire artisti forse non tanto conosciuti ai più, ma sicuramente interessanti.

Episodio 3×01-02

ChromaticsSHADOW

I Chromatics, oltre ad essere il mio personalissimo gruppo più amato degli ultimi 16 anni, sono una band statunitense in attività dal 2001. Dopo un primo periodo lo-fi e punk e con l’arrivo del geniale produttore Johnny Jewel, la band prende la direzione che ne sancisce il successo globale: un “italo disco elettronica” dai toni più malinconici che mai.

Episodio 3×03

The Cactus Blossoms – MISSISSIPPI

I The Cactus Blossoms (chiii?) sono un duo americano semi-sconosciuto composto dai “fratelli” Jack Torrey and Page Burkum. Questi fanno una country – folk music nostalgica ed evocativa (non penso che li ascolteremo/rivederemo mai più nella vita). 

Episodio 3×04

Au Revoir SimoneLARK

Erika Forster e Annie Hart (belle e brave) si conoscono durante un viaggio in treno dal Vermont a New York ed è qui che nasce l’idea di formare una band. Nascono così  le Au Revoir Simone, gruppo elettro pop dal fascino tutto rosa. Non è questa la prima volta che collaborano con Lynch, nel 2007 hanno infatti tenuto un concerto per una retrospettiva del regista americano.

Episodio 3×05 (opening)

Johnny Jewel – THE FLAME

Johnny Jewel (già il nome è un piccolo capolavoro) è la mente geniale che sta dietro ai Chromatics (di cui sopra) e ad altre band appartenenti all’etichetta di cui è anche fondatore: Italians Do It Better. Occhio che potreste diventarne dipendenti.

Episodio 3×05

TroubleSNAKE EYES

Trouble sono un progetto musicale composto da Riley Lynch, figlio appunto di David Lynch, Dean Hurley e Alex Zhang Hungtai dei Dirty Beaches. Di più non sappiamo, ma il brano, interamente strumentale, ha il suo fascino.

Episodio 3×05 (final)

Johnny Jewel – WINDSWEPT

Johnny Jewel torna ora a chiudere la puntata con la title track del suo disco: Windswept. Qui, tra echi di sax, archi e sintetizzatori caldi, riesce a creare come non mai quell’atmosfera di mistero, angoscia e sensualità che solo Twin Peaks è stata in grado di trasmettere. 

Episodio 3×06

Sharon Van EttenTARIFA

È sempre più chiaro che il caro David Lynch oltre che di cinema ne capisce tanto pure di musica. Nel sesto episodio ci porta Sharon Van Etten, altra artista per cui noi di InTheFlesh, abbiamo un debole particolare. Il brano si intitola Tarifa ed è preso dal suo ultimo disco uscito: Are We There (2014). 

Episodio 3×08

Nine Inch Nails – SHE’S GONE AWAY

In quella che forse posso definire come l’ora di televisione più assurda e sconcertante che abbia mai visto in vita mia, fanno comparsa i Nine Inch Nails, band di Trent Reznor (che a me personalmente non piacciono per niente).

L’esibizione si svolge ancora una volta all’interno del Bang Bang Bar, ma sto giro non è in coda all’episodio ma proprio all’inizio. Qui, sulle note strazianti di She’s Gone Away prende il via il Big Bang di Twin Peaks, la nascita del male, di Bob, della Loggia Nera e di quella Bianca. L’episodio per i grandi esperti è già considerato come il capolavoro assoluto di Lynch e per tanti altri un’immensa boiata.

Noi, umili spettatori, ci abbiamo capito poco nulla e ne siamo usciti in hangover.

Episodio 3×09

Au Revoir Simone  – A VIOLENT YET FLAMMABLE WORLD

Nel molto più “lineare” nono episodio di Twin Peaks ritorna il trio rosa americano che, grazie a David Lynch, sta recuperando molta popolarità. Il brano è una bellissima ballad synth pop presa dall’album The Bird Of Music del 2007. 

Qui sotto pure playlist Spotify:

Questo post è in continuo aggiornamento, per ora è tutto ma ci vediamo al prossimo episodio (se ci arriviamo)

 

Mario

Laureato in economia, ma ciò che amo veramente è la musica e provo anche a scriverci qualcosa. “A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie“ Follow @guerci_mario

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