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HIGHER GROUND (Playing for change)

Playing-For-Change

Sono d’accordo con Sonic quando afferma, nel suo bellissimo pezzo,che ad ogni melodia sono associate delle immagini. Che siano fotogrammi di un film, ricordi di paesaggi, di volti o di opere d’arte, una canzone è sempre in grado di far risorgere il tempo (a 100 anni dalla prima pubblicazione della “Recherche” di Proust questa strizzata d’occhio, da letterato, è doverosa).
I musicisti, che sanno questo, per evitare di essere fraintesi, si affidano a registi capaci di veicolare sinteticamente in poche scene, visivamente, ciò che la melodia vuole trasmettere.
Spesso accade addirittura che certi video musicali diventino più celebri delle canzoni per cui sono stati creati, offrendo il pretesto per il dibattito infinito su quale sia la forma d’arte più efficace e completa.

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Dato che non mi interessa perdere tempo in chiacchiere e, come dice Sonic, “le due arti quando sono insieme, sono spesso inseparabili”, arrivo subito al punto: Playing for change, chi sono costoro? Un Gruppo di musicisti (per lo più artisti di strada) da tutto il mondo, che hanno l’obbiettivo di dimostrare che l’unità tra i popoli è possibile, grazie alla musica. E l’arma vincente attraverso cui questo diventa evidente son proprio i loro video, oltre che una sonorità composita ottenuta dall’armonia tra strumenti musicali molto diversi tra loro.

Il progetto “Playing for change” (playingforchange.com) nasce nel 2004, anno in cui viene registrata la cover di “Stand by me”. Gli ingegneri del suono Mark Johnson e Enzo Buono, servendosi di un’apparecchiatura mobile, registrarono sul posto, contemporaneamente, la performance di vari musicisti, dislocati in diverse nazioni.
Il video che documenta l’evento ha ottenuto più di 50.000.000 di visualizzazioni!

Negli anni il loro repertorio è cresciuto, includendo cover di classici firmati Lennon, Marley, Chapman, Dylan…

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Quella che voglio farvi ascoltare (e vedere) è la loro reinterpretazione di una delle mie canzoni preferite: “Higher ground” di Stevie Wonder.
Rifatta in centinaia di salse, da altrettanti artisti, questo brano non ha mai perso la sua energia.
Vi è, in fondo all’intuizione ritmica di Wonder, qualcosa che si avvicina alla radice del ballo, alla fonte del movimento.
Potrei ascoltarla per ore senza mai stancarmene!

Guardate tutti i loro video e godetevi lo spettacolo!

Brian

Amo mangiare, bere, dormire e... Cosa mi distingue da un grosso orso? Pochi peli e l'amore per la musica. Genere preferito? Femminile, naturalmente! PS: sono marito, padre e professore, ma questa è un'altra storia...

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