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IL PESCATORE (Fabrizio De Andrè, 1970)

Dunque, un cantautore deve scrivere una canzone. Prende la chitarra e trova un buon giro di accordi d’accompagnamento sui quali comporre un testo. Ha già in mente dove vuole arrivare ma le parole devono essere scelte, pesate, limate…

Vuole parlare della compassione attraverso la storia di un assassino che trova rifugio, braccato, presso un vecchio pescatore che, senza chiedergli nulla, lo sfama, lo disseta e gli copre la fuga.

A parità di accordi io, certamente, avrei esordito diversamente: in modo molto più banale. Metricamente le soluzioni possibili sarebbero pressoché infinite: “Mentre pian piano cala il sole / sta andando a letto un pescatore”, oppure “Un assassino ricercato / vicino a un lago è capitato”, oppure… Ma quanto è bello, invece, questo esordio:

“All’ombra dell’ultimo sole
S’era assopito un pescatore” 

Il poeta (mi scusino i puristi ma lo è davvero), per indicare la sera cristallizza l’immagine dell’ultima ombra, la più lunga, perché il sole è radente l’orizzonte. Ma quanto ci avrà pensato!?
Nel verso dopo vi è un’altra figura retorica, stavolta di suono (e non è l’unica): l’allitterazione della “s”.

“S’era assopito un pescatore”

Stesso discorso.
Vogliamo parlare della bellezza del termine “solco” –perché non “ruga” o “cicatrice”?- o dell’espressione “Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno”..?
Questa è la canzone più famosa del grande maestro Fabrizio De Andrè, imparata a memoria e cantata da milioni di persone per più generazioni.
Di solito i saputelli (come me) amano estrarre dal cilindro suoi brani meno noti, tanto questo artista non ha mai avuto momenti di sterilità creativa. Ora, invece, preferisco costringervi a ri-ascoltare questo capolavoro, facendo caso a ogni singola sillaba: è davvero una perla!
Più qualcosa diventa famigliare, più il rischio di considerarla già saputa è dietro l’angolo. Riscoprite la bellezza di ciò che pensate di conoscere!

esterne
Quei geni assoluti della PFM, riarmonizzando alcune sue canzoni, non han fatto altro che questo.

PS: Se ho scelto la facoltà di Lettere Moderne è perché volevo capire come si potesse scrivere come quest’uomo. E ancora mi inchino al suono della sua voce.

Brian

Amo mangiare, bere, dormire e... Cosa mi distingue da un grosso orso? Pochi peli e l'amore per la musica. Genere preferito? Femminile, naturalmente! PS: sono marito, padre e professore, ma questa è un'altra storia...

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