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PEPPERLAND (The Beatles, 1969)

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Una canzone è sempre infinitamente più grande dell’intenzione dell’artista che la compone.

Nel suo percorso incontra circostanze impensabili, frammenti di vita, quotidiana o straordinaria che sia, distanti dall’autore “quanto dista l’oriente dall’occidente”. Uomini diversi, individui, caratteri, strade, odori…

Una canzone ha il potere di avvolgere il momento, l’istante. Ed esso è sempre soggettivo. Lo colora, gli dà un mood, si fa memoria nel sangue.

Con ciò non voglio dire che le parole con cui l’autore si rivolge a noi, per comunicarci sé, il suo frammento di esperienza, siano da considerare superflue. Tutt’altro! Anche un testo abbraccia la vita di chi ascolta. Più uno prende sul serio una canzone, più inevitabilmente finisce per tradirla. E l’autore scompare.

Per questo mi trovo perfettamente a mio agio a parlare di un brano strumentale.

Poco tempo fa stavo per sposarmi: scadenze, traffici di mobili, amici sudati, orari impossibili… eppure in tutto quel trambusto, una melodia veniva sempre a ricordarmi la meta, lontana, come uno splendido miraggio, come una fresca mattina di sole.

Se solo i Beatles avessero potuto immaginare che questo brano sarebbe potuto finire in queste righe… e chi li ha mai visti!?

“Pepperland”, dalla colonna sonora del cartone animato “Yellow submarine”.

Come “Folaghe” di De Andrè o “Horizon’s” dei Genesis, ha il respiro della letizia. Che essa si accosti a sfondi di campagna, al vestito di una donna, a un porto o alla terra del peperone, questo dipende dagli occhi di chi ascolta.

Sto forse tradendo qualcuno/qualcosa? Benvenuti a tutti voi! In fondo una canzone è un bel regalo. solo tua.

PS: Compratevi ovviamente l’intero album: definirlo un capolavoro è senz’altro riduttivo!

Lascio a voi scoprire perché…

 

Brian

Amo mangiare, bere, dormire e... Cosa mi distingue da un grosso orso? Pochi peli e l'amore per la musica. Genere preferito? Femminile, naturalmente! PS: sono marito, padre e professore, ma questa è un'altra storia...

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