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Tracy Chapman

TALKIN’ ABOUT THE REVOLUTION (TRACY CHAPMAN 1988)

E’ il 1988, e l’allora ventiquattrenne Tracy Chapman ha appena finito l’università.

Aveva già attirato l’attenzione con il suo mix di afro, folk e rock esibito per strada o nei bar, ma è in questo preciso anno che l’occasione per farsi sentire sul serio si presenta. Grazie a Brian Koppelman e all’Elektra Records viene dato alla luce Tracy Chapman, il suo primo album.

E di lei tutto colpisce: la musica, i temi, la voce e la sua indole burrascosa forte eppure fragile allo stesso tempo. Il suo temperamento, soprattutto nelle interviste, giocò di certo a suo sfavore sul panorama della musica di quel tempo, ma a lungo andare ha portato il suo beneficio. Il pubblico e la critica che le restano fedele la amano tutta intera, scontrosa all’apparenza e di un’infinita dolcezza quando con quella chitarra che l’ha sempre accompagnata, inizia a cantare, a raccontarti la sua storia e quella del suo popolo.

E sconvolgente è la sua semplicità. Cantare sembra essere la cosa più quotidiana e normale del mondo; lei sale sul palco, si mette davanti al microfono e ti dice quel cavolo che vuole. Sembra farti un piacere ma nella sua voce c’è purezza e chiarore, e allora capisci che se le guardi dentro lei è quella che sorride dopo gli applausi.

“Non lo sai
Stanno parlando di una Rivoluzione
Sembra un sussurro
Non lo sai
Stanno parlando di una Rivoluzione
Sembra un sussurro
Mentre fanno la coda per il sussidio
Piangendo alla porta degli eserciti della salvezza
Sprecando tempo agli uffici di collocamento
Aspettando una promozione
La povera gente si ribellerà
E si prenderà la sua parte
La povera gente si ribellerà
E si prenderà ciò che le appartiene
Non lo sai faresti meglio a correre, correre, correre
Ho detto che dovresti
Correre, correre, correre
Finalmente la situazione si capovolgerà
Parlando di Rivoluzione”

Buon ascolto,

Chiara 

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