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THE REAL ME (The Who, 1972)


Chi sono io, veramente? Cosa mi definisce? In forza dì cosa posso dire di essere “qualcuno”?
In questa splendida canzone, dal sapore pirandelliano, tratta dal concept-album “Quadrophenia”, gli Who, col loro stile asciutto e senza fronzoli, gridano una domanda decisiva: “Can you see the real me, doctor?”.
La questione verrà posta anche alla madre, al prete, al rock ‘n roll… Ma essa continuerà a risuonare retorica: nessuno sembra in grado di comprendere Jimmy, il protagonista della storia.

Nel cult movie “Quadrophenia“ -da vedere!- di cui l’album è la colonna sonora, Jimmy è un “mod”: un ragazzo che appartiene a un gruppo che rifiuta nettamente ogni forma culturale del passato ed è in rivolta contro il mondo adulto e la sua remissività. I mods hanno come tratti distintivi una vita sopra le righe a bordo di scooter made in Italy (Vespe e Lambrette), l’eleganza, che li distingue dai “rockers” e dai “negri“ (una vena razzista fa parte del credo degli “White riot”, la sua banda) e le pasticche.
Jimmy crede fermamente che appartenere a qualcosa coincida con l’essere qualcuno: lui è un “mod”, questo è il suo volto. Eppure un amore non corrisposto inizia ad aprire una ferita senza nome in questo ragazzo, che fino a questo momento ha fatto finta di essere felice.

Arriva il grande giorno: il raduno mod a Brighton.
In mezzo a quella moltitudine di gente come lui, Jimmy si sente a casa, combatte contro i rockers, riesce a possedere la ragazza dei suoi sogni, conosce Ace Face, l’idolo dei mods (Sting, nel film) e viene addirittura arrestato con lui: è sul tetto del mondo.
Al ritorno, però, la ragazza lo lascia, viene cacciato di casa, perde il lavoro, litiga con gli White riot e scopre che l’uomo che voleva imitare e seguire fa il facchino di mestiere.
Nessuno riesce a comprendere la sua inquietudine, che diventa dolore e disperazione.
Solo lui sa di essersi illuso, solo lui sa di aver riposto fiducia in fantasticherie che per altri sono solo un gioco o un passatempo (l’unico ragazzo che lo guarderà in modo vero viene pestato dai mods perché scambiato erroneamente per un rocker, a causa della sua giacca di pelle).

La scena finale di “Quadrophenia“ è celeberrima: si sente lo schianto della vespa che precipita dalla scogliera e la frase: “Just stop fancing”, basta castelli in aria.
Il corpo di Jimmy scompare dall’inquadratura: si è buttato in mare o no? È esistito veramente? È possibile, quindi, essere se stessi? Esiste una risposta a questa inquietudine?
La scena iniziale del film, cronologicamente da collocarsi alla fine, mostra Jimmy che torna dal mare, col sole nascente alle spalle…

TESTO:

I went back to the doctor
To get another shrink.
I sit and tell him about my weekend,
But he never betrays what he thinks.

Can you see the real me, doctor?

I went back to my mother
I said, “I’m crazy ma, help me.”
She said, “I know how it feels son,
‘Cause it runs in the family.”

Can you see the real me, mother?

The cracks between the paving stones
Look like rivers of flowing veins.
Strange people who know me
Peeping from behind every window pane.
The girl I used to love
Lives in this yellow house.
Yesterday she passed me by,
She doesn’t want to know me now.

Can you see the real me, can you?

I ended up with the preacher,
Full of lies and hate,
I seemed to scare him a little
So he showed me to the golden gate.

Can you see the real me preacher?
Can you see the real me doctor?
Can you see the real me mother?
Can you see the real me?

Brian

Amo mangiare, bere, dormire e... Cosa mi distingue da un grosso orso? Pochi peli e l'amore per la musica. Genere preferito? Femminile, naturalmente! PS: sono marito, padre e professore, ma questa è un'altra storia...

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