Skip to main content
20148

Intervista: VENTICENTOQUARANTOTTO

Abbiamo fatto qualche domanda ai Venticentoquarantotto, di loro si sa poco, o almeno io ne so poco, se non quelle poche info che ho trovato sulla pagina Facebook, ovvero che: sono di Milano, sono giovani, sono Roberto Romoli, Luca Vecchio, Luca Zaliani e Martina Lanzi e che fanno musica. E già tutto questo piace.

 

Ciao ragazzi, partiamo dalle origini: come vi siete conosciuti? Quando avete iniziato a suonare?  

Ciao InTheFlesh!  Teoricamente ci conosciamo da sempre, stesso quartiere stessi prati e stesse strade… praticamente ci siamo conosciuti bene alle elementari/medie (in particolare noi regaz), quel periodo in cui le femmine sono creature ostili e antipatiche agli occhi di un adolescente, ed è per questo motivo che Martina non era neanche nei nostri pensieri.  Abbiamo iniziato a prendere in mano uno strumento ciascuno ad una età diversa ma si può dire che noi 3 ragazzi ci siamo trovati a suonicchiare le prime cover circa 3 anni fa.  

Come e quando è nata la vera e propria band? Come mai il nome Venticentoquarantotto? (ditemi che non è il CAP di Milano ma qualcosa di molto più intrigante).  

Dopo aver suonato per un buon annetto solamente pezzi dei Red Hot Chili Peppers strumentali (nessuno di noi 3 era tanto temerario da lanciarsi nella parte vocale) ci siamo chiesti: “ehi ma quella ricciolina che conosciamo da un pezzo ma che disdegnamo… Canta benissimo!”. Circa 2 anni fa quindi abbiamo reclutato la nostra Martina che ci ha un po’ salvato, abbiamo scritto i primi pezzi e siamo partiti. Venticentoquarantotto? Non è solo il CAP di Milano, è quello del nostro quartiere.  È vero.. Sembriamo un po’ dei patriottici nostalgici ma siamo cresciuti insieme alle radici di quegli alberi; e anche se ora uno di noi abita a Quarto Oggiaro  (20 157) le radici arrivano anche là, passando sotto il cemento e la tangenziale.  

È uscito da poco il vostro primo singolo con video ufficiale. Ce lo raccontate? Come mai Chagall?  

“Ti ha dipinto Chagall” è il nostro primo singolo in italiano, lo abbiamo registrato allo Jacuzi Studio del nostro carissimo Giuliano Dottori (ex chitarrista Amor Fou) che ci ha dato una mano immensa sul singolo, ce lo ha fatto limare e smussare fino all’ultimo e ne siamo veramente grati. Chagall per tutti noi 4 è un grande artista, ci è sempre piaciuto tantissimo. Tra l’altro, a gennaio dell’anno scorso siamo andati a vedere la mostra a Palazzo Reale: una splendida retrospettiva con una quantità esorbitante di opere. Siamo rimasti tanto colpiti da scriverci una canzone. Il mondo di Chagall è incredibile: immaginarsi di volare tenendo per mano la persona che ami sopra i tetti della città, perdere il peso del proprio corpo e fluttuare nei desideri, mescolare i tuoi colori con quelli di altre persone.. Manata! No?  

Venticentoquarantotto - Ti ha dipinto Chagall  

Il video di Ti ha dipinto Chagall lo trovo veramente azzeccato per raccontare il brano e viceversa. Inoltre ci sono degli scorci splendidi di una Milano periferica (credo). Milano è importante per voi e per il percorso musicale che state facendo?

  Essendo il primo singolo ed essendo di base squattrinati abbiamo scelto di farci un video fatto in casa. Il nostro bassista/chitarrista stava per perdere il senno nel montaggio delle scene… L’idea è stata quella di rappresentare una Milano vintage e soleggiata, una Milano vista dall’alto, dai tetti e soprattutto una Milano vista da fuori. Il tasto su cui volevamo premere era il fatto che anche la periferia è colorata, anche fuori dalla circonvallazione ci sono dei cuori che pulsano e che hanno voglia di creare qualcosa. Per noi Milano nella sua interezza è importantissima.  La facciamo entrare nei nostri testi e ogni tanto la cacciamo via a calci, l’abbiamo respirata ed è stato il luogo in cui abbiamo preso il nostro desiderio di suonare ed in qualche modo ci siamo riusciti. A Milano in un mare di locali da aperitivi e discoteche (bellissimi eh) si stanno facendo largo molte realtà musicali interessantissime e ne siamo davvero contenti.  

Avete in ballo altri pezzi? Un EP in arrivo?  

Se tutto va bene dovremmo far uscire un nuovo singolo tra non molto e poi pensare a come organizzare un EP in futuro. Al momento però stiamo scrivendo nuovi pezzi e suonando in giro!  

Devo fare i complimenti a Martina per la voce molto bella e particolare. Ho trovato qualcosa di vostro in inglese, come mai il passaggio all’italiano?  

La nostra Marti ci ha salvato dal disagio, e ora anche i due Luca sono sul pezzo sui doppiaggi e sulle seconde voci. Inizialmente abbiamo scritto circa 6 pezzi in inglese (2 dei quali registrati). Piano piano però si è cominciato a formare uno scisma interno: due erano per il passaggio all’italiano e due per rimanere sull’inglese. Alla fine il Santo Padre è intervenuto dicendoci: “ragassi… L’italiano…” e a quel punto ci siamo decisi. La nostra lingua è difficile da far suonare ed è un lavoro duro ogni testo che si scrive; però il ventaglio lessicale, la possibilità di esprimere un pensiero nella lingua madre, il fatto di essere compresi da chi ci ascolta e di creare un ponte con il pubblico non ha prezzo, e ci siamo convinti.   E poi eravamo anche scarsi in inglese…  

Venticentoquarantotto - intervista - band  

C’è qualche artista/band che più di altri ha avuto un’influenza sul vostro modo di fare musica? Cosa ne pensate della scena indipendente italiana di adesso che sembra essere più in fermento che mai? I vari Calcutta, Cosmo, i Cani, Motta ecc. sono tra i vostri ascolti o no ve ne frega niente?  

Dunque… Domanda difficile. Sicuramente per noi sono stati molto importanti gli U2, florence+the machine, Coldplay, Bon Iver, Mumford&Sons, Arctic Monkeys, The Tallest Man on Earth e il grande Lucio Dalla (limitando al minimo la lista). La scena indipendente è in bollore e siamo contenti di questo, speriamo solo che non diventi troppo un atteggiamento di massa che non tiene conto del messaggio proposto, che appiattisce tutto. Alla fine come dice Dylan è più facile suonare per 50000 persone che per 50 che ti ascoltano dentro nel profondo (lettera Nobel). Per noi i grandi rimangono comunque Colapesce, Ex-Otago, Brunori Sas e Le Luci della Centrale Elettrica.  

Sogno nel cassetto? Non per forza musicale, vale tutto…  

Sogni nel cassetto?… Vivere di musica e poi sicuramente sfondarsi di gorgonzola con Cannavacciuolo!  

 

 

 

Mario

Laureato in economia, ma ciò che amo veramente è la musica e provo anche a scriverci qualcosa. “A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie“ Follow @guerci_mario

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.