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Coldplay Milano 2017

Sono andato a vedere i COLDPLAY 🔴🔵 (e non ci tornerei) @San Siro (03/07/2017 Milano)

La sera del 3 luglio 2017 presso lo stadio San Siro di Milano si è tenuta la prima delle due (uniche) date italiane del tour mondiale dei Coldplay di A Head Full Of Dreams, loro settimo coloratissimo, dolcissimo, “frizzantissimo” “arcobalenissimo” studio album.

Brevissimo incipit: io non sono un grande fan dei Coldplay, li conosco bene (non da fanatico), li ascolto, li apprezzo e non posso negare la grandiosità di certi lavori da loro fatti, uno su tutti: Viva La Vida; album vero e proprio capolavoro a livello storico-musicale (c’è lo zampino di Brian Eno, ma questa è un’altra storia) grazie al quale, la band britannica, vivrà di rendita (non monetaria, ma di gloria) nei secoli dei secoli.

Torniamo al concerto ora. Quello di ieri sera è stato un bel concerto, una bella serata dove l’organizzazione ha funzionato bene, il pubblico è rimasto mansueto e il clima e l’atmosfera che si alzava da San Siro, sprizzava amore e positività da tutti i pori. La band ha suonato per due ore senza mai fermarsi, cambiando addirittura tre palchi e proponendo molti brani dell’ultimo album, ma non sono mancati (ovviamente) i grandi classiconi come Viva La Vida, Fix You, Clocks, Yellow.

Tanti anche i brani tratti da Ghost Stories (forse le canzoni riuscite meglio), per poi regalare emozioni acustiche con In My Place che ha sfociato in Don’t Look Back in Anger degli Oasis (qui brividi, lo ammetto) e poi ancora la commovente Don’t Panic e le richiesta Us Against the World. A chiusura del concerto c’è stato il trittico vincente composto da: Something Just Like This, A Sky Full of Stars e la bellissima Up&Up con tanto di cori di bambini strappalacrima.

 

🔴 UP&UP 🔵 @coldplay #ColdplayMilan #aheadfullofdreamstour2017 #Coldplay

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Insomma: tutto molto carino. Le lucine, i fiorellini, i braccialettini che si illuminano, i cuoricini, Martin Luther King, Muhammad Ali, Nelson Mandela (ah no, lui no), lo sketch durante Charlie Brown, dove il caro Chris dice “No cellphones, please, just for one song” e giuro che un tizio di fianco a me mi guarda con aria smarrita e chiede: “che ha detto?? no telefoni???” (livello medio un po’ bassino); insomma tutto l’intero spettacolo, l’intero concerto è sembrato come un enorme SMART BOX, tutto già preconfezionato ed impacchettato alla perfezione: compri biglietto, entri a San Siro a via parte in automatico lo show e buona visione.

 l’intero concerto è sembrato come un enorme SMART BOX, tutto già preconfezionato ed impacchettato alla perfezione

 

More special guests for Up And Up – ending an incredible night here in #ColdplayMilan R42

Un post condiviso da Coldplay (@coldplay) in data:

Il copione era il seguente: Chris Martin fa la sua corsetta sulla passerella verso la band e salta, bum coriandoli, sbam fuochi d’artificio, psiusshh (non so che parola onomatopeica usare per le fiamme) fiamme, e poi l’incitamento alla folla “let’s make some noise! Dai su eravamo in 50 mila e passa, mica ci vuole uno che lo chiede di far casino.

Ma il pubblico era moscio perchè moscia era la band. Le canzoni non caricavano abbastanza, pure quelle che avrebbero dovuto “pompare“, dal vivo non hanno reso per niente; quel rimbombo intercostale che ti fa sentire lì, presente, vivo, non l’ho mai sentito.

 

👉🏻 @coldplay live #SanSiro #ColdplayMilan #Coldplay #live #aheadfullofdreamstour2017 #Milano

Un post condiviso da Mario Guerci (@guermeri) in data:

Tutto molto bello e piacevole, tutto colorato, tutti felici, tanti cuoricini e bacetti, ma dov’è la musica? O meglio dov’è la band che si sente in cuffia? Forse son stato penalizzato dalla posizione sotto palco, si è vero San Siro non è certo rinomato per la sua acustica eccezionale, ma la band di Chris e soci dal vivo rende proprio poco (musicalmente parlando ovviamente).

 

~ Sky Full Of Stars ✨ ~ @coldplay #ColdplayMilan #aheadfullofdreamstour2017

Un post condiviso da InTheFlesh (@blogintheflesh) in data:

Altra osservazione, a cui molti saranno già arrivati, ma vedendoli dal vivo è ancora più evidente, è che i Coldplay ormai da tanti anni, non sono più una band rock, ma sono un enorme prodotto POP COMMERCIALE. Lo spettacolo in se è stato perfetto, hanno suonato 2 ore precise, seguendo nei minimi particolari un copione già scritto, recitando ognuno la propria parte, con tanto di titoli di coda al termine dell’evento, proprio come al cinema.

Ma tutto questo ci sta, i Coldplay sono un prodotto che funziona, oliato e rodato; un enorme macchina “macina grano” che offre uno spettacolo bello, divertente e spensierato (ed è anche quello che ci vuole oggi, vedendo tutto il male che accade).

PERÒ, però un concerto dei Coldplay oggi, ha proprio poco dal punto di vista prettamente musicale, è più un grande circo fatto di coriandoli, fuochi d’artificio, fiamme e chi più ne ha più ne metta.

Si, tutto molto bello, ma non ci vivrei

SETLIST:

Introduzione: O mio babbino caro (Maria Callas)

A Head Full of Dreams
Yellow
Every Teardrop Is a Waterfall
The Scientist
God Put a Smile Upon Your Face
Paradise

Palco a centro stadio
Always in My Head
Magic
Everglow

Palco principale
Clocks
Midnight
Charlie Brown
Hymn for the Weekend
Fix You
Viva la Vida
Adventure of a Lifetime

Palco Acustico
In my place/Don’t look back in anger
Don’t Panic
Us Against the World

Palco principale
Something Just Like This
A Sky Full of Stars
Up&Up

 

 

Mario

Laureato in economia, ma ciò che amo veramente è la musica e provo anche a scriverci qualcosa. “A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie“ Follow @guerci_mario

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