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EX Otago - Serraglio Milano 2016

Sono andato a vedere gli EX-OTAGO @Serraglio (Milano 19/11/16)

Al contrario dei TheGiornalisti, io gli Ex-Otago avevo un sacco di voglia di andare a vederli. Talmente tanta voglia che ho fatto l’uscita in solitaria old school da cane morto. Dopo aver trovato la forza di uscire di casa, mi avvio verso questo fantomatico Serraglio che ho sempre sentito ma di cui l’esistenza, fino a ieri sera, era rimasta dubbia.

Arrivo al Serraglio verso le 22: coda.

Piccola digressione sul Serraglio: ecco il Serraglio potete immaginarvelo come il salone di un’oratorio con il più classico dei pavimenti da oratorio, però! Però bello, accogliente, zero calca, si respirava, ottimo servizio al bar (rifornimento – chapeau), cocktail buoni  e l’acustica è ottima. Promosso. L’unico mio scopo nell’essere arrivato tardi era quello di saltare l’opening delle Pinne che già dal nome mi davano fastidio. Infatti così è stato: due ragazze che cercavano di mettere insieme uno spettacolo d’avanguardia semiparlato / musicale -> inguardabile / inascoltabile.

Dentro incontro un gruppo di ragazzi che lavorano per un’ufficio stampa abbastanza grosso, si beve, si parla delle solite robe inutili sulla musica di adesso, del solito “ma che bello che la musica indie è diventata pop” e tutte ste serie di banalità. Però va bene così. Son contento.

Finalmente verso le 23 arrivano i marassiani. Si inizia con I Giovani d’oggi, il Serraglio sold out esplode e urla come se fossero le parole di un inno generazionale più sentito che mai: “I giovani d’oggi non valgono un cazzo”; bello, c’è voglia di divertirsi e di far festa.

Subito mi accorgo che musicalmente sono dei tori, anzi dei cinghiali per rimanere in tema: Maurizio ha una gran bella voce e riesce a tenere un buon livello per tutto lo spettacolo, la band segue e sostiene; basso, acustica, elettrica, percussioni sud americane e immancabili sintetizzatori. Si vola.

Il concerto prosegue, c’è spazio anche per un siparietto con Jake La Furia su Gli occhi della luna; c’è tanto Mezze Stagioni nella scaletta ed il pubblico apprezza alla grande, si canta Patrizia che diventa nome universale dell’universo femminile, c’è Costa Rica che porta per pochi minuti quel salone d’oratorio in un altro mondo. Non mancano momenti di vera tristezza / nostalgia e sopratutto amore nelle parole di La Nostra Pelle e Quando Sono Con Te.

Il momento forse più bello di ieri sera è stato quando il buon Maurizio sbaglia nell’attacco di Mare, si ferma e dice: “rifacciamola, questa è importante è va fatta bene”. Cosa chiedere di più ad un concerto? Musica, festa, persone semplici, divertimento e soprattutto gente che racconta con il cuore e con grande semplicità la propria vita, la propria città e i propri amori. Non film anni ’80, cornetti e baffoni.

La conclusione è: EX-OTAGO 1 THEGIORNALISTI 0

 

 

Mario

Laureato in economia, ma ciò che amo veramente è la musica e provo anche a scriverci qualcosa. “A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie“ Follow @guerci_mario

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