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Ian-ballamy

THE LITTLE RADIO (Iain Ballamy, 2004)

Recentemente ho iniziato ad avvicinarmi alla musica jazz, dopo la lettura della Guida appassionata ai giganti del jazz a cura di Geoffrey Smith (jazzista e presentatore su radio 3 della BBC, dove, dal 1991 al 2012, ha condotto il programma Jazz Record Requests).
Devo ammettere, da profano, che l’album che finora mi ha affascinato maggiormente, fra i molti che mi stanno passando tra le mani, è The Little Radio, nato dalla collaborazione fra il sassofonista Iain Ballamy e il fisarmonicista norvegese Stian Carstensen.

little-radio-gateshead-jazz-festivalPersonalmente adoro il suono della fisarmonica –strumento a cui ho sempre associato la genuinità della musica popolare, del folk, più che la raffinatezza del jazz contemporaneo-. L’atmosfera che quest’ultima, sposandosi col suono più notturno del sassofono, riesce ad evocare mi trasmette un senso di pace, serenità ed insieme malinconia, struggente desiderio, ironica giocondità… insomma, l’incontro tra questi due strumenti, diversi per esprit, suscita in me un’infinità di sentimenti contrastanti. Dato che, ripeto, non sono un cultore del genere e sinceramente non potrei con autorevolezza aggiungere nulla a quanto scrive Geoffrey Smith a proposito di questo piccolo gioiello, riporto l’estratto del suo intervento radiofonico che mi ha convinto a cercarlo e ad ascoltarlo con vivo interesse:

“Questo sassofonista è stato un punto di riferimento della scena inglese contemporanea sin dagli anni ’80, costruendosi una fama soprattutto come membro fondatore della big band Loose Tubes, il cui stile si basava su una sorta di nervosa stravaganza. Come compositore solista, è stato comunque in grado di offrire una vasta varietà di emozioni, intelligenza e immaginazione, qualità da sempre tipiche del suo lavoro.
Si è costruito un enorme seguito in Europa, […] con escursioni nell’astrattismo, nel rock e nella musica elettronica. Ma il disco più importante di Ballamy resta The Little Radio, che mostra quanto ampio e avventuroso possa essere il jazz. Partendo con una reinterpretazione del classico da tenore Body And Soul, che riesce ad essere insieme tenera ed ironica, il duo si lancia in un’opera eclettica, da Honeysuckle Rose e Teddy Bears Picnic a Je te veux di Satie e all’omaggio potente di Ballamy a Sonny Rollins con My Waltz For Newk. Ritmato, geniale e irresistibile, questo è un jazz da ascoltare e riascoltare a oltranza.”

Una selezione di brani tratti da The Little Radio potete trovarla su Soundcloud all’indirizzo: http://www.ballamy.com/little-radio

Di seguito invece un’intima performance live del brano Stardust.
Buon ascolto!

 

 

Brian

Amo mangiare, bere, dormire e... Cosa mi distingue da un grosso orso? Pochi peli e l'amore per la musica. Genere preferito? Femminile, naturalmente! PS: sono marito, padre e professore, ma questa è un'altra storia...

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