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La Femme

LA FEMME: ecco chi è il gruppo francese che sta conquistando il mondo

Non ricordo esattamente quando è stata la prima volta che ho avuto a che fare con La Femme; ricordo solo che era un periodo storico dove ero preso bene per la musica francese e, scavando e navigando nei meandri dell’internet, mi sono imbattuto in quella che poi sarebbe diventata una delle band simbolo del panorama alternativo d’Oltralpe e non solo.

(Mi faccio i complimenti da solo per il meraviglioso prologo)

 

❤Thanks 📷@casinodeparis !

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In aggiunta a tutto questo devo dare grande merito a Spotify (santo subito l’inventore), che ha reso semplice e immediato l’approfondimento e l’ascolto della band (in termini meno aulici, ci sono andato sotto ed abusato di Psycho Tropical Berlin).

Ricordo però benissimo la reazione che ho avuto dopo aver ascoltato il brano che mi ha svezzato, ovvero Sur la planche 2013; ho pensato: ma questo è esattamente quello che stavo cercando. Lasciando da parte il fatto che a quei tempi non capivo ‘na mazza dei testi (e manco ora), quello che più mi colpì furono le particolari sonorità miste tra post punk e psycho rock o che dir si voglia, per non parlare dell’esoterica e ipnotica voce di Clémence Quélennec.

Bene, dopo questo personale preambolo, cerchiamo di capire meglio chi sono i francesi de La Femme.

Il tutto ha inizio nella scuola secondaria di Biarritz, comune francese vicino al confine spagnolo, dove il giovane tastierista Marlon Magnée e il chitarrista  Sacha Got si conoscono e capiscono di essere fatti per la musica.

Biarritz è un posto dove l’estate è viva grazie ai vacanzieri, ma l’inverno si avvicina più ad un cimitero che a un paese. “A Biarritz c‘è veramente poco del mondo della musica dal vivo e nulla da fare. “Ci sono quattro bar in un unico incrocio dove tutti vanno a bere“, racconta Magnée.  “Non ci è mai piaciuto troppo, perché se si è vestiti troppo rock’n’roll o troppo hipster o troppo trendy ti guardano male.

“Quindi è un po’ difficile crescere a Biarritz se sei davvero diverso“.

Non appena fu possibile, la coppia si trasferì a Parigi con il sogno di fondare una band. La loro prima, dal nome impeccabile di SS Mademoiselle, è durata pochissimo perché il cantante poteva provare un giorno solo alla settimana (manco fosse il presidente degli Stati uniti).

Presto Marlon Magnée e Sacha Got si incontrarono con i futuri membri/collaboratori del gruppo: Sam Lefevre (chitarrista basso), Nunez Ritter (percussioni) e Noé Delmas (batterista) per poi aggiungere il tocco femminile, sensuale e decisivo, delle voci di Clémence Quélennec, Clara Luciani, Jane Peynot e Marilou Chollet.

In seguito al primo tentativo fallimentare decidono finalmente di formare La Femme, gruppo che stando alle stesse parole di Magnée:

“Orientato verso lo stile dei Velvet Underground e dei Kraftwerk“.

Era un periodo dove i due francesi ascoltavano un sacco di French Underground anni ’60 e tanto French Synthwave degli anni ’70 (che sono il nome fa volare); le sonorità dei futuri La Femme rispecchiano molto queste correnti. Il nome è un qualcosa di misterioso, la figura della donna è voluta anche per quello: l’enigma e l’eleganza che La Femme porta con se dipende anche tanto dalle diverse voci femminili presenti:

“Suggerisce che la donna sia un mistero” 

 Ed infine un concetto era chiaro ai due fondatori del collettivo francese:

 “We always said that if we had a band, it had to be fucking cool”

Una volta trovato il nome e messo assieme il gruppo, rimanevano solo due piccoli problemi: nessun posto dove suonare e nessun interesse nei loro confronti. Scrivono così mail a 50 club di Parigi chiedendo disponibilità per delle serate, e solo in due hanno risposto. Nel primo, il palco era talmente piccolo che il bassista dovette stare nella parte posteriore della folla insieme all’ingegnere del suono.

Insomma un buon inizio.

Si arriva al 2013, anno di uscita del meraviglioso album di debutto Psycho Tropical Berlin.

Psycho Tropical Berlin

Un album che già per il nome risultava rivoluzionario, accostare tre parole con significati intrinsechi evidenti:

Psycho -> lo stato mentale;

Tropical ->  vibrazioni positive e del beach-surf; 

Berlin -> Città fredda, elettronica e grigia.

Oramai per i La Femme la strada è spianata; 2016, esce il secondo album Mystere ed è subito un successo clamoroso. Vengono accostati in chiave lodevole a registi come Jacques Audiard e Romain Gavras, alle leggende Jean Michel Jarre e Hedi Slimane – che ha usato la versione femminile di Oh Baby Doll nella sua campagna di Saint Laurent con Cara Delevingne.

 

Merci !!

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Credo che il riassunto definitivo di cosa sia La Femme possa essere trovato in questa frase che riporto paro paro e scopiazzata dal loro sito:

At times synthetic, always hypnotic, and turning on a centime from aggressively dark to flippantly light-hearted, La Femme has one goal:

“To touch people, to be touched by people and generally protest against worldwide assholes”.

“Catch the wave and listen”.

 

 

 

Mario

Laureato in economia, ma ciò che amo veramente è la musica e provo anche a scriverci qualcosa. “A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie“ Follow @guerci_mario

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