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OMAGGIO A CHUCK BERRY

Provare a immaginare il mondo della musica senza Chuck Berry credo significhi provare a immaginare un mondo senza rock ‘n roll.

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Cosa avrebbero cantato Elvis, Little Richard, Jerry Lee Lewis…?

E i Beatles, che aprivano i loro concerti con Rock ‘n roll music?

Ma senza Beatles chi potrebbe immaginarsi il volto della scena musicale inglese (e non solo), contando che anche i Rolling Stones erano dipendenti dalle novità discografiche della Chess Records?

Vogliamo parlare delle grandiose improvvisazioni di Springsteen, dei Beach Boys, arrivati al successo plagiando Sweet little sixteen, del passo dell’oca di Angus Young (anche se quello, in realtà l’ha inventato T-Bone Walker), ecc..?

 

E le indimenticabili scene cinematografiche di “Ritorno al futuro“, in cui Michael J. Fox insegna agli anni Cinquanta Johnny B. Goode, o di “Pulp Fiction“, dove Mia Wallace (Uma Thurman) balla con Vincent Vega (John Travolta) sulle note di You never can tell..?

 

 

Poteva forse immaginarsi tutto questo il geniale produttore Leonard Chess quando, per la prima volta, scritturò questo giovane bluesman che suonava rapido, sporcando il genere di Muddy Waters con un pizzico di cadenza hillbilly e che faceva ballare bianchi e neri, trionfando nelle classifiche e vincendo le barriere del razzismo con Maybelline e gli altri suoi successi?

Fa sorridere pensare, oggi, che ai tempi molti gestori di locali credevano che Chuck Berry fosse un bianco, perché la sua musica suonava diversa da ciò che facevano i neri: era più simile al country, ma non era neppure quello. Era diversa da tutto. La rivoluzione era nell’aria e lui ne fu il principale artefice – come si vede molto bene nel bellissimo film “Cadillac Records”-.

Chuck Berry & Mick Jegger

Fa sorridere noi forse, oggi, ma per lui non fu facile. Lo fu ancora meno quando lo arrestarono con l’accusa di pedofilia, dando un serio colpo alla sua immagine, proprio mentre un giovane ragazzo bianco, agile, bello come il sole e con la voce di un dio stava per essere incoronato re. Eppure anche Elvis stesso, il più grande interprete di sempre, dirà: “invidio il talento di Chuck Berry nello scrivere canzoni” (la stessa cosa sarà poi riconosciuta al nostro anche da John Lennon).

E pensare che prima di darsi alla musica faceva l’estetista…

Roll over Beethoven and tell Čajkovskij the news…

cantava, e la notizia era che finalmente era nato il rock ‘n roll. E il mondo non sarebbe più stato lo stesso.

PS: Mentre riguardo il documentario “Hail! Hail! Rock ‘n roll” e rileggo la quantità impressionante di riconoscimenti che nel corso della sua carriera Chuck Berry ha avuto, sento di poter concludere questo mio lungo e caldo pensiero con le parole del già citato John Lennon:

“Quando sento del buon rock, del calibro di quello di Chuck Berry, cado praticamente in ginocchio. Nient’altro della vita mi interessa. Il mondo potrebbe finire e non me ne importerebbe”.

R.I.P.

 

 

Brian

Amo mangiare, bere, dormire e... Cosa mi distingue da un grosso orso? Pochi peli e l'amore per la musica. Genere preferito? Femminile, naturalmente! PS: sono marito, padre e professore, ma questa è un'altra storia...

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