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PAPA ROACH @ MAGAZZINI GENERALI (20/06/2013)

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Parlare di Papa Roach equivale a parlare di Jacoby Shaddix. Un vero animale da palco, regge la scena da solo, esperto – dopo 20 anni di attività – di tutti i trucchi del mestiere di frontman, conduce uno show estremamente coinvolgente.

Il pubblico docile dei magazzini generali, con un’alta percentuale di donne, si presta volentieri ad essere guidato tra battimani, salti e, soprattutto per i maschietti, in circle pit e walls of death.

Non son mancati occhiolini e bacetti alle fans più “simpatiche”, ma chi può biasimarlo..?

Ottima anche la sua prestazione vocale: si muove agilmente tra screaming, growl, parti rappate e soprattutto un pulito alto e potente. Non stecca una nota. “Ottimo” in pagella.

Accompagnati per l’occasione dai Glamour of the kill (York, U.K.), i Papa Roach non deludono le aspettative.

Il loro nu-metal martellante fatto di continui stacchi, senza troppe dinamiche (non penso di aver mai sentito il suono pulito della chitarra di Jerry Horton ), ma estremamente solido, fila senza sbavature per un’ora e un quarto di concerto.

Still swingin’ in apertura fa saltare tutti come grilli, seguita immediatamente da Blood brothers.

In Give me back my life è il pubblico a cantare: il brano possiede un ottimo tiro; una delle prestazioni più convincenti della serata.

È il momento di un grande classico: accolte da un’ovazione entusiasta ecco le prime note di Between angels and insects (2001). Shaddix separa le acque, novello Mosè, ed è il primo wall of death della serata.

Non solo le vecchie tracce riscuotono entusiasti tributi: Where did angels go, dall’album The Connection (2012), scatena spontanei battimani a tempo, oltre che una buona dose di headbanging.

Forever viene cantata dal publico e durante Before I die Jacoby approfitta dell’elettricità del momento per filmare e fotografare la platea, con un risultato prevedibile: cresce l’adrenalina.

“It’s time to reach the next nevel!” (Jacoby). Circle pit su Getting away with murder, introdotta furbamente da un “Hey ho, let’s go!” che funziona sempre.

Silence is the enemy, Scar e giunge il tempo di sottoporre Leader of the broken hearts, ultimo singolo, al tribunale dei Magazzini generali. Inutile dire che su un lento oggettivamente non a livello dei brani storici marca Papa Roach, Shaddix riesce comunque a cavarsela egregiamente. Assoluzione dunque, si continua.

Lifeline con presentazione del gruppo, in particolare dell’italo-americano Tony Palermo alla batteria (gran bella performance).

Dead cell e l’immancabile Last resort (2000) chiudono un concerto divertente, da consigliare.

22.30: tutti all’aria aperta.

TRACKLIST:
Still Swingin’
Blood Brothers
Give Me Back My Life
Between Angels and Insects
Where Did the Angels Go?
Forever
Before I Die
Burn
…To Be Loved
Getting Away With Murder
Alive (N’ Out of Control)
Silence Is the Enemy
Leader of the broken hears
Scars
Lifeline
Dead Cell
Last Resort

Brian

Amo mangiare, bere, dormire e... Cosa mi distingue da un grosso orso? Pochi peli e l'amore per la musica. Genere preferito? Femminile, naturalmente! PS: sono marito, padre e professore, ma questa è un'altra storia...

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