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springsteen san siro

PENSIERI SULL’ALTRA SERA, SPRINGSTEEN SAN SIRO 3/06/13 – Parte 2

springsteen san siro 2013

Ispirato anche dai pensieri di Mario, mi permetto alcune brevi considerazioni sulla serata di lunedì, ancora a caldo e nel pieno del disastro emotivo/sentimentale che Bruce genera in me ogni volta. Provo a fare ordine.

Primo. Una delle cose più interessanti di Bruce è vedere un uomo felice e contento di fare il suo lavoro, mentre lo fa. Questo non perché è ricco milionario sfondato o perché fa la rockstar negli stadi, ma perché si vede che è contento e libero di esprimere se stesso. Tra l’altro quante rockstar o miliardari contenti ho visto? Credo zero. Questo, per di più in un momento in cui devo capire cosa fare della mia vita, mi fa molto pensare. Vorrei davvero essere contento del mio lavoro e trovare qualcosa in cui esprimere i miei talenti.

Secondo. Il talento. Il vecchio Bruce ha sessantatre anni e salta sul palco per quattro ore, suonando una chitarra con entrambe le braccia, cantando/urlando senza sosta, praticamente senza prendere fiato e sudando come una capra, riuscendo anche a far cantare e muovere con lui uno stadio intero. Va bene che va in palestra, ma è evidente che il suo organismo è stato costruito esattamente per questo. Che la sua intera persona è stata dotata (anche) della capacità di pensare, scrivere, suonare musica e di comunicarla a tutti in questo modo incredibile. Che mi fa entrare nella sua testa in modo così immediato, fisico. Anche se non conosci tutte le parole, un po’ le capisci. Forse è per questo che anche i bambini (forse) riescono a godersi un suo concerto. Questo è il talento. Portato allo scoperto, estratto dalle macerie dei normali casini della vita, con la fatica e il quotidiano sacrificio della vita. Ma finalmente compreso, prima di tutto da lui stesso. Mi chiedo sempre quali siano i miei talenti e dove valga la pena investirli. Non è che sia un problema banale.

Terzo. Questi pensieri mi saltano fuori quando incontro qualcuno che ha finalmente trovato il modo di esprimersi, in qualche modo ha trovato il suo posto nel mondo (oppure ha libertà assoluta nel dire di non averlo trovato, come accade in molte sue canzoni). Ovviamente succede con amici e con persone che incontro a caso tutti i giorni, ma Bruzio ha un’influenza straordinaria sul mio cervello. Più cresco (se non altro anagraficamente), più mi accorgo di quanto sia determinante non mettere da parte le domande e le inquietudini che questi incontri accendono. Il rischio è cominciare a pensare che la soddisfazione sia una cosa per pochi, quando invece il bello è rendermi conto che ogni storia è preziosa e che ognuno ne è il protagonista eccezionale, sia che diventi una rockstar o un benzinaio a Savona. Non esagero se dico che nel concerto di lunedì il pubblico è stato protagonista quanto la gente sul palco. Questa è una caratteristica dei concerti di Bruce e dice una cosa non da poco.

Concludo questi deliri con una citazione dal film capolavoro Bronx, che suona giustamente come una minaccia, prima a me stesso e poi a tutti voi: ‘Ricordati: la cosa più triste nella vita è il talento sprecato’.

Luca

Non laureato, vivo ai margini della società. In genere mi interesso di cose che non interessano a nessuno. Da quando ho smesso di fumare ho cominciato a bere e comunque ho sempre voglia di fumare. Non so scrivere.

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