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NO GRAVE BUT THE SEA

3.5 7

Questo lavoro si candida prepotentemente, insieme a “Incorruptible” degli Iced Earth, per il titolo di album metal dell’estate (aspettando l’uscita dell’ultimo dei Judas Priest ovviamente…).

Il genere è “Folk-metal piratesco” che, per chi ha già sfoderato il più irritante dei sorrisini sarcastici, significa che questo album, ascoltato a cannone, ha il potere di trasformare l’ascoltatore in un feroce pirata e di fargli provare le straordinarie avventure che sognava da bambino, leggendo Salgari o Stevenson. Vi arrampicherete, vestiti di stracci, su vecchie sartie ammuffite; sfiderete la furia delle tempeste, diretti ai confini del mondo; spartire il bottino col resto della ciurma… ma soprattutto berrete litri di rum (e non credo solo con la fantasia), perché:

“tonight we drink together / tomorrow we may die”

(Mexico)

Alestorm
Alestorm

Diciamo che gli Alestom ci hanno abituato a sonorità a cavallo tra le suggestioni evocative di Hans Zimmer, le drinking songs da pub e del carico Power metal, anche se quest’ultimo lavoro in studio sembra propendere più verso il lato cazzone del triangolo, con la grottesca “Fucked with an anchor” scelta come singolo e la ridicola trovata di pubblicare tutti i brani in edizione speciale su Spotify cantati da dei cani (e non in senso metaforico)! Io avrei puntato tutto sulla title track, che mantiene la potenza dei vecchi inni pirateschi dell’esordio, ma poco importa.

Eredi dei primi grandi pirati del metal, i Running Wild, gli Alestorm continuano a piacerci e a divertirci e per l’estate non si può chiedere di meglio!

Scelte da noi per voiNo grave But The sea, Man The pumps, Treasure island

 

Brian

Amo mangiare, bere, dormire e... Cosa mi distingue da un grosso orso? Pochi peli e l'amore per la musica. Genere preferito? Femminile, naturalmente! PS: sono marito, padre e professore, ma questa è un'altra storia...

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