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VOYAGER

3.75 7.5

Ci sono album che per la sola copertina meritano di essere ascoltati, dischi che grazie alla sola cover si guadagnano a mani basse il titolo di “disco da ascoltare” (poi succede spesso che dopo le prime tre canzoni te ne penti) . Ecco, Voyager, ultimo disco del DJ francese Pascal Arbez-Nicolas, conosciuto al mondo come Vitalic, è uno di quei tipi di dischi; e il contenuto musicale non è da meno.

Voyager oltre ad essere il titolo dell’album, è anche il concetto di base che il disco trasmette: ascoltare le 10 tracce di Vojager è appunto come intraprendere un viaggio attraverso una dimensione fatta di circuiti elettrici, suoni sintetizzati, ambienti plastificati e cyber – sirene meccaniche. Un viaggio misto tra il piacevole e l’angosciante.

L’ispirazione dell’ultimo lavoro del producer francese è chiaramente Moroderiana, le sonorità sono sfacciatamente disco ’70 e oltre al caro Giorgio, strizzano l’occhio ai vari Cerrone (Supernature), Jean Michel Jarre, John Carpenter e soci. Il tutto si incanala alla perfezione nella grande moda del momento, iniziata dai supremi Daft Punk con Random Access Memories e poi proseguita dai loro compaesani M83, ovvero il ritorno ad un certo tipo di musica fatta di funky-elettronico e dance, condito però con il fascino dello spazio interstellare. E così abbiamo l’opening track El Viaje che più elettro-funk non si può, Hans Is Driving grazie al sensualissimo apporto vocale di Miss Kittin porta l’ascoltatore verso mondi incantati; ci sono anche derive più disco come nell’azzecatissima Use It Or Lose It, c’è un pizzico di Depeche Mode in Waiting For The Stars ed infine Nozomi non può non far tornare alla mente A New Error dei più recenti Moderat.

Insomma Vojager è una centrifuga elettronica di tutto già sentito

Però Vitalic ha la capacità e l’esperienza necessaria per poterselo permettere e quindi, se siete degli ultra fan del genere, tirate fuori dall’armadio i vostri rayban, le giacche di pelle e i pantaloni a zampa, rifatevi il baffo e alzate la cassa, i Sixties stanno tornando.

 

 

Mario

Laureato in economia, ma ciò che amo veramente è la musica e provo anche a scriverci qualcosa. “A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie“ Follow @guerci_mario

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