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WE LOVE THE PIRATES (The Roaring Sixties, 1966)

Sulla scia di quanto scritto da Samuele nel suo ultimo articolo, vorrei tornare con la mente nell’Inghilterra degli anni ’60, in cui la libertà di espressione trovava un volto negli speaker delle cosiddette radio-pirata.

Questa canzone era l’inno di tutti quelli che, dopo la decisione del governo di sopprimere queste ultime, dichiaravano ad esse il loro amore e il desiderio che quell’esperienza potesse non finire.

Oggi la loro eredità è raccolta da tutti quelli che, grazie a internet soprattutto, riescono a comunicare liberamente in tutto il mondo “nuove prospettive musicali” (l’accenno al motto di intheflesh.it non è ovviamente casuale).

Nel video si vedono le immagini delle più importanti stazioni radio-pirata (Radio Caroline in primis), a bordo delle quali si respirava un’atmosfera resa splendidamente dal film “The boat that rocked”, “I love Radio Rock” nella versione italiana.

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Messo in commercio dalla Polydor, il brano non riuscì ad avere un grande impatto nelle classifiche, nonostante la sua continua diffusione sulle radio della costa.

Una versione promozionale di We love the pirates venne incisa anche dagli Shh: ora questo disco è tra i più ricercati dai collezionisti (anche perché fu il primo dell’etichetta Marmelade).

The roaring 60’s, conosciuti anche col nome di The Ivy League (ma si chiamavano anche The flower pot men e White planes and the first class) incisero questo brano con un certo Steve Priest ai cori; tale Steve sarà poi bassista e cantante degli Sweet (“are you ready Steve?” “mmm”. Ve lo ricordate? In Ballroom blitz…).

Questa canzone potete trovarla anche nel doppio LP Veronica e nel doppio CD The Veronica Story, dal nome dell’omonima radio libera e vuole essere un mio personale tributo a quel periodo e a tutte le radio libere che hanno trasmesso nel mondo e in Italia fino al maggio 2008.

Brian

Amo mangiare, bere, dormire e... Cosa mi distingue da un grosso orso? Pochi peli e l'amore per la musica. Genere preferito? Femminile, naturalmente! PS: sono marito, padre e professore, ma questa è un'altra storia...

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