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Bugo

Sono andato a vedere BUGO @ArciOhibò (Milano, 18/05/2017)

Come spesso e volentieri mi succede, la voglia di uscire un giovedì sera qualunque era prossima allo zero, poi se penso che stavo uscendo per andare vedere BUGO, per di più in acustico, avrei preferito il divano e Netflix fino allo svenimento. Ma ancora una volta il buonsenso ha prevalso.

Arriviamo intorno alle 22.30, sul palco c’è un certo Cesare Livrizzi che, non me ne voglia, ma mi ha messo più tristezza lui che Unknown Pleasures dei Joy Division. Finito il buon Livrizzi cerco di farmi spazio tra le sedie (già questo fa capire il mood della serata) e la calca di un Ohibò strapieno, e mi posiziono in un ottimo angolo con vista palco. Poi finalmente arriva Cristian Bugatti, in arte Bugo.

Bugo si presenta più giovanile che mai con jeans, Air Max e giacca con zip dell’Adidas, il volto è sorridente e voglioso di fare musica. Il palco è al contempo spoglio ma accogliente: uno sgabello, due acustiche e un mini mobiletto su cui sono appoggiati in disordine varie armoniche a bocca e un bicchiere di liquore (probabilmente whiskey). Non so perchè ma mi ricordava quasi un quadro di Hopper.

Il concerto inizia con Cosai fai stasera (lontano 2004), e subito rimango impressionato dalla profondità e capacità vocale di Bugo, voce roca e triste ma che facilmente tocca nel profondo di chi ascolta. Si prosegue con la più recente Deserto per poi arrivare al bellissimo tributo al padre spirituale di Bugo (Vasco Rossi), Ogni Volta. L’ombra di Vasco sorregge e accompagna Cristian, è innegabile ed evidente quanto il leggendario musicista di Modena, sia stato fonte di ispirazione per Bugo; soprattutto nell’ultimo album. La scelta di un tour acustico poteva sembrare una mossa azzardata, (almeno per me), ma son bastati 10 minuti di spettacolo a farmi cambiare idea. Bugo sa tenere il palco, è a suo agio, nonostante l’assenza di una vera e propria band, lui, da solo, con voce, chitarra e armonica, riempie e colma il salone dell’Arci Ohibò.

 

~ Il giro giusto ~ @b_u_g_o live acustico @ohibo_kasba #Bugo #live #acustico

Un post condiviso da InTheFlesh (@blogintheflesh) in data:

Il pubblico è entusiasta e partecipe, lo chiama, lo saluta, invoca canzoni e non mancano simpatici siparietti tra lui e gli spettatori. E Bugo sa far ridere, risponde a tono e non mi è parso mai seccato. Il concerto prosegue con grandi classici come Io mi rompo i coglioni, Love boat e il Giro giusto fino ad arrivare al meraviglioso medley composto da Supermarket di BattistiPasta al burro, Ggeell, Nel Giro giusto, Dio Mio no (ancora Battisti) e Mondo in Mi7 di Celentano. Qui, ancora una volta, capisco la portata e la bravura di Bugo, artista/musicista/cantautore/poeta. 

Il concerto si conclude con la liberatoria Me la godo e la più romantica e sincera Comunque io voglio te.

 

“Io me la godo” con @b_u_g_o #Bugo #live #acustico

Un post condiviso da Mario Guerci (@guermeri) in data:

Cosa ho capito di Bugo quella sera?

Che è un vero artista, musicista e cantautore. Ho capito che è reale, sincero e per nulla costruito.

Ed è forse questo il motivo per cui è così amato da chi lo ama e così odiato da chi lo odia (scusate la frase livello terza elementare). Forse è proprio questa sua naturalezza/sincerità e questo suo essere contro tutto e tutti che lo ha penalizzato e bloccato lì, a metà strada tra il successo e l’anonimato.

Un cosa è certa comunque:

Bugo se la gode

 

Set list:

Cosa Fai Stasera

Deserto

Ogni Volta (Vasco Rossi cover)

Che diritti ho su dite?

Io mi rompo i coglioni

Sei la donna

Universo

Love Boat

Nel Giro Giusto

Supermarket (Lucio Battisti cover) (con Pasta al burro, Ggeell, Nel Giro giusto, Dio Mio no di Battisti e Mondo in Mi7 di Celentano)

 

Encore:

I miei occhi vedono

C’è Crisi

Me la godo

Comunque io voglio te

 

Mario

Laureato in economia, ma ciò che amo veramente è la musica e provo anche a scriverci qualcosa. “A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie“ Follow @guerci_mario

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