Skip to main content
Dark Side Of The Moon

1 marzo 1973: i PINK FLOYD pubblicano ‘The Dark Side of the Moon’

Il 1 marzo 1973 i Pink Floyd mettevano in vendita in tutti i negozi degli States ‘The Dark Side of the Moon‘.

Non lo sapevano, ma sarebbe diventato uno degli album più significativi e influenti della storia della musica, oltre che tra i più venduti, con più di 50 milioni di copie ad oggi.

Registrato in due sessioni, tra il 1972 e il 1973, nei celebri Abbey Road Studios di Londra, il disco è pensato come una vera e propria opera (concept album), un ‘ragionamento’ da seguire senza interruzione tra le tracce: i temi spaziano dal conflitto interiore al rapporto con il denaro, il trascorrere del tempo e l’alienazione mentale, quest’ultima ispirata anche dai disturbi mentali di Syd Barrett, che lo costrinsero ad abbandonare il gruppo nel 1968.

Pink Floyd The Dark Side of the Moon
Da sinistra: Richard Wright e David Gilmour, durante le registrazioni negli Abbey Road Studios. Potrebbe essere il momento dell’incisione di ‘On the run’, per la quale è stato utilizzato il primo sintetizzatore al mondo, il VCS3.

Lascio ad altri (sicuramente più competenti di me) un’eventuale analisi più approfondita del disco, che comunque fu davvero innovativo anche sotto l’aspetto tecnico: vennero infatti utilizzate alcune delle tecnologie più avanzate dell’epoca, come la registrazione multitraccia o il loop (campionamento a nastro), sintetizzatori analogici ed effetti sonori (come il ticchettìo degli orologi in Time o delle monete in Money).

In ogni caso, io mi limiterò a riportare alcune curiosità, che potrete poi snocciolare ai vostri amici quando parlate di musica, anche se non ci capite niente, come faccio io:

  • quando uscì negli Stati Uniti, restò in classifica (Billboard) per 15 anni, uscendone solo nel 1988;
  • nel 1984, quando fu lanciata la versione in CD, un’intera fabbrica in Germania fu dedicata allo stampaggio dell’album;
  • il suono di orologi all’inizio di Time fu registrato dal tecnico del suono Alan Parsons in un negozio di antiquariato;
 

Un post condiviso da Pink Floyd (@pinkfloyd) in data:

  • il titolo di Any colour you like fa riferimento alla pubblicità della prima auto prodotta in serie, la Ford Modello T (disponibile solo nera), che recitava: ‘Any color you like, so long as it’s black!’, ‘Qualunque colore desideri, basta che sia nero!’;
  • On the run è un’improvvisazione di chitarra e tastiera;
  • l’album inizia e termina con un battito cardiaco;
  • è stato calcolato che 1 persona su 12 al mondo possiede una copia dell’album e che statisticamente, in ogni istante, da qualche parte qualcuno lo sta ascoltando;
  • l’album raggiunse la prima posizione in classifica negli Stati Uniti e vi rimase per una settimana nel 1973. David Gilmour aveva fatto una scommessa con il manager Steve O’Rourke che l’album non avrebbe superato la decima;
  • il titolo originale doveva essere ‘Eclipse (A Piece for Assorted Lunatics)‘: nel 1972 infatti i Medicine Head avevano rilasciato un disco intitolato proprio ‘Dark Side of the Moon’. L’album ebbe scarso successo e i Pink Floyd decisero di usare comunque questo;
  • Roger Waters (autore di tutti i testi) scrisse domande generiche su dei biglietti e le distribuì a chiunque: roadies, gente qualsiasi di Abbey Road, portieri e musicisti dei Wings, tra cui Paul e Linda McCartney. Pensò circa 20 domande del tipo: ‘Hai paura di morire?’, ‘Quando è stata l’ultima volta che sei stato violento e l’ultima in cui ti sei comportato bene?’, ‘Che cosa significa per te la frase ‘Il lato oscuro della luna?’‘. Le risposte più spontanee sono apparse sull’album. Paul e Linda non fecero la registrazione, ma il chitarrista dei Wings, Henry McColluch, alla domanda sul comportamento rispose: ‘Io non lo so, ero davvero ubriaco al momento!’, frase inserita nel fade out di Money.

  • Fatto poco noto: alla fine di Eclipse, proprio nel momento in cui la voce dice la frase finale ‘There is no dark side of the moon really, as a matter of fact it’s all dark’, se si ascolta attentamente, con le cuffie a palla, sentirete in sottofondo una fisarmonica suonare una versione casalinga di Ticket to Ride dei Beatles. Probabilmente la stavano ascoltando negli studi di Abbey Road mentre erano in corso le registrazioni e il microfono riuscì a captarla. Quasi sicuramente questo avvenne durante l’intervista a Jerry Driscoll, il portiere degli Studios, che diede appunto quella risposta.

 

 

Luca

Non laureato, vivo ai margini della società. In genere mi interesso di cose che non interessano a nessuno. Da quando ho smesso di fumare ho cominciato a bere e comunque ho sempre voglia di fumare. Non so scrivere.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.