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Ernesto Che Guevara

Canzoni per il Che

Premessa: Non sono comunista. Ma la figura di Ernesto Che Guevara mi ha sempre affascinato, tanto da avventurarmi alla lettura del tomo insormontabile della sua biografia scritta da Paco Ignacio II, Senza perdere la tenerezza. Apposta l’immagine di questo post non è la classica immagine che si trova sulle magliette e sui gadget, ma quella di quando con Alberto preparavano la Poderosa, pronti per partire per il viaggio.

Mi affascina la figura del vagabondo, del viaggiatore che un giorno decide con il suo amico di prendere una moto di fortuna, la Poderosa appunto, e di partire per girare tutto il continente sud americano, a incontrare la gente e i loro problemi, a fermarsi a curare i lebbrosi, e a decidere che forse poteva dare una mano.

Ernesto Che Guevara

Incominciò con altri soldati (tra cui Fidel Castro) una rivoluzione in un paese che non era il suo (era argentino), ma che lo adottò come figlio. Non voglio dire che la rivoluzione, la guerra era giustificata. Non mi colpisce questo aspetto del rivoluzionario Guevara. Ne se quello che ha fatto lo fece diventare un eroe o un criminale. Ma mi interessa l’aspetto dell’uomo che per quello che credeva essere la verità, l’ideale, diede la vita.

Questo pesante excursus solamente per dire che nel mondo musicale questa figura ha affascinato tanti compositori, che scrissero canzoni dedicate al Che. Di seguito una breve rassegna di quelle che mi piacciano di più.

Hasta Siempre Comandante – dei Buena Vista Social Club, dall’album Buena Vista Social Club.

L’album, pubblicato nel 1996, vince un Grammy. Il Buena Vista social Club era un club storico del quartiere cubano Buena Vista, nato con l’intento di organizzare sale da ballo. Cadde in miseria dopo la rivoluzione, perchè la musica cubana venne ritenuta non consone all’ideale socialista reale. Nel 1995 Gonzalez vuole formare un gruppo che riporti in auge il nome di quel grande club: mette insieme così i migliori artisti cubani, tra cui Omara Portuondo e Ibrahim Ferrer.

Canzone per il CheFrancesco Guccini, nell’album Ritratti

La frase finale della canzone pare siano state le ultime parole dette da il Che davanti ai suoi giustizieri.

Celia de la CernaRoberto Vecchioni, dall’album El bandolero stanco

La canzone racconta la storia di Ernesto Guevara dal punto di vista della madre, che lo vede partire. Tutta la canzone canta della sofferenza della madre, che sa che non rivedrà più suo figlio: infatti fa male al cuore avere un figlio straordinario.

TransamerikaModena City Ramblers, dall’album Terra e libertà

Questa volta il punto di vista è degli amici, che vedono Ernesto e Alberto partire per il loro giro in Sud America, e proseguendo ricevono le notizie di come sia cambiata la vita dell’amico Ernesto, dal successo (generale vittorioso e poi ministro) fino alla morte . La frase iniziale è di Luis Sepulveda, e recita Revendico el derecho al vagabundeo, a la ventura, a la utopia, y al romanticismo, porque esa es la esencia del Che!

CohibaDaniele Silvestri, dall’album Il dado

 

Anch’io ti ricorderòSergio Endrigo, dall’album Endrigo

La canzone, del 1968 ( e dallo stile si sente…), racconta della morte di Ernesto Che Guevara.

 Qui sotto playlist completa meno una che non esiste su spotify:

 

 

Andrea

Appassionato di ogni genere di musica fin da giovane età, una delle poche cose senza cui mi è impossibile vivere. Una strada contorta e svariata, partendo dal punk rock, passando per il rock classico, blues, jazz e indie. Un'unica certezza: "Abbiate una fiducia di ferro in voi stessi, ma dubitate sempre: vi tiene svegli e all’erta. Pensate sempre di essere i figli di puttana più fichi della città, e pensate sempre che fate schifo!"

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