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Don McLean American Pie

AMERICAN PIE (Don McLean 1971)

“But something touched me deep inside, The day the music died”.

“Il giorno in cui la musica morì” è spesso interpretata come una riflessione sulla morte di Buddy Holly, Ritchie Valens e The Big Bopper avvenuta in un incidente aereo il 3 febbraio 1959.

Ma in questa lunga epopea musicale c’è dentro molto di più: la gioventù di Don McLean, la storia americana degli anni ’60 fatta di disagio giovanile e guerre, poi si citano grandi artisti come John Lennon e i Byrds e si percorre una sorta di storia del Rock ‘N’ Roll di quei tempi. Ma si parla anche di religione, di speranze infrante e soprattutto si parla della musica in quanto tale; della musica che è morta.

Don McLean
Don McLean

La cosa che ogni volta mi colpisce di questa canzone è che è proprio un racconto, c’è un introduzione iniziale, lenta e nostalgica, poi una parte centrale veloce ed incalzante, infine si conclude come è iniziato: il tono torna triste e quasi rassegnato.

Prendetevi otto minuti ed ascoltate questo splendido racconto, ne vale la pena.

“Bene, in quel momento nelle strade i bambini gridarono
Gli innamorati piansero e i poeti sognarono
Nulla fu detto
Tutte le campane della chiesa si ruppero
E i tre uomini che amavo di più
Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo
Loro, il giorno in cui la musica morì
Presero l’ultimo treno per la costa”

Ma non è così! La musica non è morta! Oggi più che mai voglio ricordarlo, esiste ancora qualche “pazzo” che crede in questo eterno spettacolo e come canta lo stesso Don Mclean:

Can music save your mortal soul?”.

Dedico questa canzone in modo particolare alla mia cara amica Marta che oggi si laurea.

Buon ascolto,

Mario

Mario

Laureato in economia, ma ciò che amo veramente è la musica e provo anche a scriverci qualcosa. “A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie“ Follow @guerci_mario

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