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Stay - Jackson Browne

STAY (Jackson Browne 1977)

La storia di “Stay” ha inizio molto tempo fa, quando nel 1953 un quindicenne di nome Maurice Williams cerca in tutti i modi di convincere la fidanzata a non tornare a casa prima delle 10 di sera (cosa che il padre le aveva obbligato di fare); quindi le canta di restare, di rimanere ancora un po’, ma senza tanto successo.

Maurice Williams & The Zodiacs
Maurice Williams & The Zodiacs

Passa qualche anno ed il giovane Maurice decide di registrare quel brano che anni prima non è che gli avesse portato tanta fortuna, ma le cose questa volta andarono ben diversamente. Siamo nel 1960 e “Stay” raggiunge in poco tempo la vetta della American Record Charts.

Curiosità: la prima versione di Stay è ancora ad oggi la canzone più breve di tutti i tempi a raggiungere la vetta della American Record Charts.

Ma arriviamo a noi. La versione che intendo proporvi è quella di un cantautore americano a cui sono molto affezionato: Jackson Browne.Stay” chiude l’album live “Running On Empty“, che vi consiglio caldamente.

Browne prende questo brano e lo riadatta a suo piacimento, lo manipola con delle sfumature rockeggianti rendendolo una ballata veramente emozionante. Ne cambia addirittura le parole per un preciso motivo: “Stay” deve diventare il brano che da li in poi chiuderà tutte le sue esibizioni dal vivo.

“People stay just a little bit longer we want to play – just a little bit longer now the promoter don’t mind and the union don’t mind If we take a little time and we leave it all behind and sing one more song…”

Jackson Browne
Jackson Browne

Diventa un invito al pubblico a rimanere ancora un po’, ad ascoltare ancora un’altra canzone. Ciò che amo di più di questo brano è il susseguirsi di tre voci differenti, una più bella dell’altra. La prima è ovviamente quella di Jackson Browne, entra poi una voce femminile a dir poco fantastica: è Rosemary Butler. Ma il colpo di genio è a metà, quando una voce in falsetto salta fuori dal nulla e non si capisce chi stia cantando, è David Perry Lindley, compagno inseparabile di Jackson Browne, nonché polistrumentista dalla mente geniale.

Guardate il video e fate attenzione all’espressione ed ai gesti che David Lindley fa durante il suo breve stacchetto vocale, è meraviglioso.

 

 

 

Mario

Laureato in economia, ma ciò che amo veramente è la musica e provo anche a scriverci qualcosa. “A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie“ Follow @guerci_mario

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